Morphe Arreda

Prostitute in un hotel, condanne per 30 anni di carcere

24/04/2018 di

Condanne ridotte in secondo grado a causa della prescrizione del reato associativo e di altre imputazioni, con conseguente sostanziale diminuzione delle pene inflitte in primo grado. Trent’anni di carcere sono stati complessivamente inflitti ad alcune delle persone sotto processo perché accusate di aver fatto affari facendo prostituire giovani straniere, utilizzando come “base” un hotel di Aprilia. (Le richieste del pm)

Nell’ottobre del 2014, la Corte d’assise di Latina pronunciò una sentenza infliggendo condanne per un secolo di carcere e quasi un milione e mezzo di euro di multa. La tesi accusatoria era che a Latina, tra il 2004 e il 2006, fu costituita un’organizzazione criminale (per la quale oggi è stata dichiarata la prescrizione del reato associativo), creata dall’albergatore Nicola Lunghi (condannato oggi a 4 anni e 8 mesi) insieme con Ferdinando Beghin (oggi assolto da tutte le imputazioni), Natalino Di Bona e Vasile Liviu Toader (condannati a 4 anni e otto mesi ciascuno), per un giro di prostituzione tra le province di Latina, Roma e Frosinone.

Si partì dalle denunce di due ragazze bulgare (entrate in Italia con un visto turistico), si svelò la compravendita di ragazze in Stati non comunitari, s’identificò in un albergo la base operativa, e, dopo la valutazione di una cospicua mole d’intercettazioni telefoniche, anche la definizione dei guadagni.

Tra gli altri coinvolti, ci fu anche un maresciallo della Guardia di Finanza oggi condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione, e un gruppo di romeni nei confronti dei quali, a seconda delle posizioni, è stato dichiarato prescritto il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o dello sfruttamento della prostituzione, con contestuale diminuzione delle pene (per un altro imputato è stata dichiarata la non procedibilità perché nel frattempo deceduto).