La lettera/Lavoratori Aviointeriors: “350 euro dall’azienda, ennesimo schiaffo”

11/07/2014 di
aviointeriors-manifestazione-appia
aviointeriors-manifestazione-appiaLettera aperta dei lavoratori Aviointeriors di Latina:
“La situazione in Aviointeriors si fa ogni giorno più surreale. Il nuovo management, confermando le più fosche previsioni si dimostra sempre più inattendibile non solo verso i lavoratori ma anche verso le istituzioni. Non uno dei punti concordati davanti al Prefetto è stato rispettato ma, con un’azione che rasenta il ridicolo, oggi ai dipendenti è stata corrisposta una tranche di spettanze pari a meno del 40% di quanto in precedenza comunicato.
Volendo essere maggiormente incisivi, i dipendenti si sono trovati accreditati in media circa 350 euro. Una cifra che sembra essere uno schiaffo in pieno viso a chi vive di stipendio e deve rendere conto alla propria famiglia. A fronte della richiesta di spiegazioni, i lavoratori si sono sentiti nuovamente rispondere che l’azienda è crisi, che i soldi mancano. L’amministratore delegato, forse volendo dar prova di essere di polso ma dimostrandosi una volta di più di essere solo una pedina manovrata da una longa manus, si è profuso in irrealistiche promesse di andare a recuperare personalmente soldi da clienti insolventi. Se non fosse irritante, sarebbe quasi comico.

Dunque ci sentiamo di dover dare una mano a questo amministratore delegato. Ci sentiamo di dovergli spiegare un paio di cose. L’Aviointeriors ha fatturato nel 2013 di 45 milioni di euro e con margini operativi superiori al 10%. Rapidi calcoli ci dicono che sono approssimativamente 6 milioni di euro. L’incasso medio mensile per il 2013, e fino ad oggi, è stato di 3,7 milioni di euro. In un anno, i soliti calcoli ci dicono che gli incassi sarebbero stati di 44,4 milioni. Una cifra che consente non solo di coprire le spese ma di ricavare utili. Vorremmo dire all’amministratore delegato, perchè magari non ne è al corrente, che questi soldi non li incassa direttamente Aviointeriors ma la Alven che, guarda caso, oggi ha cambiato denominazione ed è diventata SFIM. Ovvero un salvadanaio a disposizione della proprietà che smista i soldi in base alle sue esigenze e ai suoi capricci.
Anni di esperienza in Aviointeriors hanno insegnato ai lavoratori che questo imprenditore, invece di dar seguito a politiche di ampio respiro fatte di investimenti a lungo termine, ragiona come come il vecchietto che mette i soldi sotto al materasso. Paga solo se incassa. Non assumendosi alcun rischio. E se non incassa, non paga, punta i piedi e sbraita. Sbraita, minaccia e umilia chi lavora per lui. Quasi come se il lavoratore fosse un nemico da abbattere.
E, alla lunga, il lavoratore si sfianca. Si sente sfibrato. Non riesce più a lavorare nè con passione nè con dedizione. Se l’obiettivo era sventrare la capacità produttiva dell’azienda, facciamo i complimenti a Veneruso. Ci è quasi riuscito.
E già si gode i risultati perché, mentre la sua azienda piange, mentre i suoi lavoratori devono fare i conti su come pagare un mutuo con 300 euro, lui non si presenta. Si nasconde? O si gode forse i soldi dei suoi dipendenti in qualche lido straniero?
Mentre noi continuiamo a farci queste domande, ci rivolgiamo una volta di più alle autorità. Non lasciateci soli. Non lasciate che questa realtà che potrebbe essere d’esempio per molte altre, diventi un ennesimo fallimento. Non fateci diventare un’altra MIDAL.”
I lavoratori dell’Aviointeriors
  1. Rivolgetevi a renzi!!! lui c’ha il job act.

    E’ una battuta ovviamente, SOLIDARIETà AI LAVORATORI (QUELLI VERI) SEMPRE!!!!

  2. M. Renzi ha altro da fare di molto ma molto più importante riformare il senato renderlo non elettivo per garantire l’impunità ed immunità ai presidenti delle 20 regioni magna soldi a tradimento…… povero Renzi non può occuparsi dei lavoratori italiani.

  3. Io sono, purtroppo, una ex midal e lo scrivo in minuscolo appositamente, conosco l’inferno e conosco le sensazioni che vengono descritte…le abbiamo provate sulla nostra pelle..e quella dei nostri cari…quando sento e leggo di lavoratori scaricati come noi…provo um brivido e rabbia. Tanta rabbia verso chi permette che personaggi NOTI facciano i loro sporchi comodi. Vi sono vicina.Vi posso, per esperienza solo augurare di essere forti, di non arretrare per paura o per false
    promesse e illusioni e di essere uniti. Forza ragazzi. UN ABBRACCIO Monica Ex gusto.

  4. Vi giunga tutta la solidarietà e la forza di chi da ex dipendente di una delle fallite consociate Midal, di quel disastro, porta i segni nell’animo.
    Conosciamo bene gli arroganti metodi utilizzati dai patron di certe aziende.
    Restate il più possibile compatti e cercate di far valere i vostri diritti.
    Noi passando per 34 cause per Art. 18, che stanno dando i primi frutti, siamo arrivati fino alla costituzione di parte civile nel processo per bancarotta fraudolenta.
    Lotta dura senza paura!

  5. Anche il 2015 sarà mancora peggio . le aziende cn l’acqua alla gola, e sono tante certamente chiuderanno. quelle storiche e solide andranno avanti finiti i tempi del credito facile e finiti i tempi per gli improvisati. tra quelle che scompariranno molte comunque sarà perchè delocalizeranno all’estero per non tornare.