CENTRALI NUCLEARI, TUTTI I SITI IPOTIZZATI

07/06/2010 di

Il primo passo necessario ad avviare la fase di ritorno dell’Italia al nucleare è quello di scegliere i siti che ospiteranno le centrali. Operazione per la quale, secondo il
governo, saranno necessari circa tre anni.

I criteri per la scelta sono stati dettagliati più volte: zone poco sismiche, in prossimità di grandi bacini d’acqua senza però il pericolo di inondazioni e,
preferibilmente, la lontananza da aree densamente popolate. Non a caso il decreto legislativo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, che mira a indicare le zone
che potranno essere scelte dagli operatori per la costruzione delle prossime centrali nucleari, indica una serie di parametri ambientali, fra cui popolazione e fattori
socio-economici, qualità dell’aria, risorse idriche, fattori climatici, valore paesaggistico e architettonico- storico.

Secondo il decreto, i siti che decideranno di ospitare le centrali potranno ottenere bonus sostanziosi, intorno ai 10 milioni di euro l’anno, destinati sia agli enti
locali che ai residenti nelle zone in questione.

Fra i nomi che puntualmente ritornano, al di là delle dichiarazioni contrarie di alcuni presidenti di Regione, ci sono quelli già scelti per i precedenti impianti,
poi chiusi in seguito al referendum del 1987: Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), entrambi collocati nella Pianura Padana e quindi con basso
rischio sismico ed alta disponibilità di acqua di fiume. Fra i luoghi più papabili, anche Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, che unisce alla scarsa sismicità
la presenza dell’acqua di mare.

Secondo altri, fra cui i Verdi e Legambiente, il quarto candidato ideale è Termoli, in provincia di Campobasso, mentre in altre circostanze si è fatto il nome di Porto
Tolle, a Rovigo, dove c’è già una centrale a olio combustibile in processo di conversione a carbone pulito. Gli altri nomi che ricorrono più spesso sono Monfalcone
(in provincia di Gorizia) Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano e Chioggia (Venezia). Ultime indiscrezioni indicavano infine anche Latina.

  1. … basta con questa storia, bisogna incentivare da subito lo sviluppo delle energie alternative che possono fornire immediatamente energia PULITA e dare posti di lavoro. Germania docet.