Morphe Arreda

FOTO VIDEO Latina, 25 arresti per associazione mafiosa: colpito il clan Di Silvio. Nel mirino anche gli avvocati. Voti venduti a 30 euro

12/06/2018 di

LA CONFERENZA STAMPA DELLA POLIZIA:

IL BLITZ NELLA VILLA DI LUSSO


Associazione per delinquere di stampo mafioso. All’alba di oggi 25 arresti della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

OPERAZIONE ALBA PONTINA. Per la prima volta al clan pontino viene contestata l’aggravante mafiosa. L’inchiesta è collegata alle dichiarazioni del pentito Renato Pugliese.

Due anni di serrate indagini, 25 arresti, in carcere e domiciliari, oltre 45 capi di imputazione, tra cui associazione mafiosa e l’impegno di 250 agenti della Polizia di Stato sono alcune cifre dell’operazione Alba Pontina che ha scoperchiato un’organizzazione criminale mafiosa autoctona rom nel territorio della città di Latina, guidata da Armando di Silvio. Per la prima volta in territorio pontino viene riconosciuta l’esistenza di un associazione mafiosa autoctona, non legata a gruppi criminali siciliani, calabresi o campani.

Gli arrestati, tra cui sette donne, sono ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose. «Il risultato delle indagini e dell’operazione di stanotte è estremamente significativo ed importante – ha detto il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino durante la conferenza stampa al Viminale – che testimonia l’attenzione della Dda di Roma, che ha competenza in tutta la Regione Lazio, nei confronti del territorio di Latina e del sud pontino da sempre considerato territorio critico, permeabile e nel quale si sono insediati nuclei e cellule criminali di stampo mafioso ma una è riuscita a spuntarla su tutti».

«Fino ad ora ci siamo misurati con gruppi criminali, per così dire, tradizionali: propaggini di ‘ndrangheta e camorra, ma ora c’è una sorta di salto di qualità, tanto che ci siamo trovati davanti ad un gruppo del tutto autoctono, – spiega Prestipino – insediato da tempo nel territorio di Latina, creatosi a partire dal 2010 dopo una sanguinosa guerra tra diversi gruppi e quello dei Di Silvio ne è uscito vincitore, ottenendo così l’egemonia totale del territorio».

NEL MIRINO ANCHE GLI AVVOCATI. «Un’organizzazione con una grande capacità di penetrazione nel territorio e di controllo – continua Prestipino – grazie alla grande forza intimidatoria data anche solo dal nome Di Silvio. Una forza che ha determinato una forte omertà, data dalla paura, tra i cittadini e le vittime di estorsioni, atti intimidatori o altro. Tanto che per la prima volta sono stati sottoposti ad estorsione anche professionisti, in particolare avvocati del foro di Latina. Questi hanno avvertiti i propri organi di rappresentanza, l’ordine degli avvocati, ed hanno collaborato alle indagini per smantellare tale organizzazione».

30 EURO PER UN VOTO. «Dalle indagini – prosegue Prestipino – sono emersi una serie di reati in materia elettorale compiuti dal gruppo stesso e da soggetti che gravitavano intorno allo stesso. Reati sia di non particolare gravità, possiamo dire di manovalanza spicciola come l’attacchinaggio di poster elettorali fino ad una vera opera di compravendita di voti. Voti che avevano un costo di circa 30 euro».  Il clan cercò di influenzare il voto nelle elezioni amministrative del 2016. Gli esponenti del clan avrebbero costretto dei tossicodipendenti a dare la propria preferenza in favore di alcuni candidati, poi non eletti.

I NOMI DEGLI ARRESTATI:

In carcere:

Armando Di Silvio detto Lallà 52 anni
Angela Di Silvio deta Stella 26 anni
Ferdinando Pupetto Di Silvio 29 anni
Genoveffa Sara Di Silvio 23 anni
Gianluca Di Silvio detto Bruno 22 anni
Giulia Di Silvio 23 anni
Samuele Di Silvio 28 anni
Francesca “Gioia” De Rosa 20 anni
Sabina De Rosa detta Purì 51 anni
Federico Arcieri detto Ico 21 anni
Daniele Coppi 32 anni
Mohamed Jandoubi 31 anni
Hacene Ounissi detto Hassan 35 anni
Agostino Riccardo detto Balò 35 anni
Valentina Travali 31 anni
Daniele Alfonsi 56 anni
Massimiliano Alfonsi 50 anni
Ismail El Ghayesh 21 anni
Gianfranco Mastracci 33 anni
Matteo Lombardi 33 anni
Daniele Sicignano detto Canarino 29 anni

Agli arresti domiciliari:

Tiziano Cesari 56 anni
Gianluca D’Amico 23 anni
Antonio Fusco detto Marcello 55 anni
Francesca Zeoli 33 anni

IL COMUNICATO DELLA QUESTURA. La polizia in una nota informa di aver colpito un “pericoloso clan criminale rom operante nel quartiere Campo Boario della città di Latina, oltre 20 persone poiché ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Oltre 250 gli agenti della Polizia di Stato impegnati. Per la prima volta in territorio pontino – spiega la Questura – viene riconosciuta l’esistenza di un’associazione mafiosa autoctona, non legata a gruppi criminali siciliani, calabresi o campani.

Gli autori delle numerose estorsioni, effettuate con metodi particolarmente violenti e vessatori, come avviene nelle mafie tradizionali, spendevano sempre il nome dei DI SILVIO per amplificare il potere di intimidazione, ovvero il riferimento alla destinazione del denaro richiesto al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie, o ancora richiamando episodi cruenti risalenti alla guerra criminale del 2010, quando le famiglie Rom si imposero sui altri gruppi criminali.

Tra i soggetti destinatari della misura cautelare vi sono ben 7 donne, una delle quali figura tra i vertici del clan. Nel provvedimento cautelare vengono contestati anche reati elettorali previsti dal Codice Antimafia. I dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso l’Ufficio Relazioni Esterne del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in Via Agostino De Petris 95. Sull’account Facebook Polizia di Stato dalle ore 11 verrà trasmessa la diretta della conferenza”.