Morphe Arreda

Roma, ok al registro delle Unioni Civili

28/01/2015 di

Via libera dell’assemblea capitolina all’istituzione nella Capitale del registro delle Unioni Civili. A dare l’ok al provvedimento, voluto dal sindaco Ignazio Marino e preceduto da mesi di polemiche, la maggioranza di centrosinistra e M5s che ne sono anche promotori. Hanno votato contro Ncd, Fi e Fdi. Si è astenuta la Lista Marchini.

La delibera è stata approvata a maggioranza con 32 voti favorevoli, 10 contrari del centrodestra e un astenuto. Ad astenersi è stata una consigliera del Pd, Daniela Tiburzi, mentre il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, non ha proprio partecipato alla votazione. A loro giudizio oggi si è «persa un’occasione». Contrario invece il centrodestra, da Ncd a Forza Italia, con l’eccezione di Sveva Belviso (L’Altra Destra, in Comune Gruppo Misto) che ha votato a favore. Voto favorevole ovviamente da centrosinistra (da Pd a Sel) e Pentastellati. Un emendamento della maggioranza approvato con la delibera stabilisce che le trascrizioni dei matrimoni all’estero siano inseriti nel registro. Un altro, a firma del radicale Riccardo Magi (Lista Marino), prevede che chi si iscrive al registro è equiparato al parente prossimo della persona con cui si è iscritto ai fini dell’assistenza. Il documento approvato oggi porta le firme di una storica attivista per i diritti Lgbt, la consigliera Imma Battaglia (Sel), Magi (Lista Marino), di Virginia Raggi (M5S), di Svetlana Celli (Lista Marino) e di Massimo Caprari (Centro Democratico). La prima firmataria del provvedimento, Imma Battaglia (Sel) spiega: «Abbiamo approvato una serie di emendamenti: tra questi uno che prevede che per accedere ai servizi e alle graduatorie la coppia deve avere almeno un anno di convivenza; uno di opposizione che stabilisce che le coppie extracomunitarie debbano avere regolare permesso di soggiorno per iscriversi al registro».