Giornata contro le mafie, Cioffredi: “Serve un impegno costante”

18/03/2014 di
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Il 22 marzo Latina sarà attraversata da decine di migliaia di persone provenienti da tutta Italia per partecipare alla XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia promossa da Libera e Avviso Pubblico.

Tante le realtà che aderiscono all’evento, tra le quali l’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio. Il presidente Gianpiero Cioffredi spiega: «Un’iniziativa di speranza e impegno che restituisce dignità alle 900 vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle Forze dell’ Ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè hanno compiuto il loro dovere. Abbracciare i loro familiari, che hanno trovato la forza di trasformare il lutto in impegno, significa ritrovare la speranza che le mafie possono essere combattute con continuità e determinazione ricostruendo una memoria condivisa che rafforzi le ragioni di una lotta senza tregua a tutte le mafie».

Per Cioffredi «la scelta di Papa Francesco di condividere questo percorso di dolore e impegno partecipando alla veglia che si terrà venerdì alla Parrocchia di San Gregorio VII sarà un momento di particolare intensità emotiva. La partecipazione di tanti cittadini romani e laziali a queste due giornate di impegno può rappresentare la condizione affinchè anche nella nostra Regione cresca un forte movimento in grado di contrastare il radicamento delle mafie nei nostri territori. E di questo siamo grati a Libera e al suo presidente don Luigi Ciotti che hanno scelto la nostra Regione per celebrare la Giornata del ricordo e dell’impegno delle vittime innocenti di mafia. Il Lazio, e in particolar modo Roma, già da tempo sono stati scelti dalle organizzazioni criminali mafiose per costituirvi articolazioni logistiche per il riciclaggio di capitali illecitamente accumulati e per l’investimento in attività imprenditoriali. Il contrasto alle mafie non può essere scaricato solo sulle spalle delle Forze di Polizia e della Magistratura a cui va il nostro più totale sostegno e la nostra riconoscenza.

C’è bisogno – conclude Cioffredi – di una più efficace responsabilità condivisa della politica e delle forze economiche e sociali perchè si affronti la presenza dei poteri criminali a Roma e nel Lazio come una priorità. Occorre costruire gli anticorpi affinchè l’economia, la società civile e la politica sappiano reagire con decisione e unità per cacciare le mafie dal Lazio»

  1. ahahahha bella Qui Quo Qua! Ci sono milioni di italioti che ancora pensano che la mafia sia quella con la coppola e lupara invece non sanno che veste in giacca e cravatta di alta moda.