Avvocati (senza esame) in Spagna e Romania: a Latina boom di iscrizioni

06/02/2014 di
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Diventare avvocati senza sostenere l’esame di abilitazione professionale: è la via che scelgono molti laureati italiani che «emigrano» in Spagna e Romania il tempo necessario per conquistare il titolo e tornare a esercitare la professione forense in Italia.

A rivelarlo sono i dati diffusi dal Consiglio nazionale forense, che da tempo sta conducendo una battaglia contro questo fenomeno, arrivata sino a a un ricorso alla Corte di giustizia delle Comunità europee, che l’11 febbraio si esprimerà sulla questione.

Il caso nasce dalla Direttiva europea 98, recepita dall’ Italia nel 2001 che consente agli avvocati «comunitari» di svolgere l’attività forense in uno Stato europeo diverso da quello nel quale gli stessi hanno conseguito il titolo professionale. L’obiettivo è quello di promuovere la libera circolazione degli avvocati europei che sono chiamati «stabiliti» nei Paesi ospitanti. Ma la direttiva è di fatto diventata, lamenta il Cnf, «lo strumento utilizzato da parte di tanti aspiranti avvocati italiani per eludere la disciplina interna ed, in particolare, per sottrarsi all’esame necessario per poter acquisire la necessaria abilitazione all’esercizio della professione forense in Italia».

Una rilevazione effettuata presso tutti i Consigli dell’ Ordine degli avvocati ha accertato che ben il 92% degli avvocati iscritti nell’elenco degli avvocati stabiliti sia di nazionalità italiana. Tra questi l’83% ha conseguito il titolo in Spagna e il 4% in Romania.In numeri assoluti, su un totale di avvocati stabiliti pari a 3759, 3452 sono di nazionalità italiana. Gli Ordini forensi che contano il maggior numero di avvocati «stabiliti» di nazionalità italiana, iscritti nell’elenco speciale, sono Roma (1058), Milano (314), Latina (129) Foggia (126).

  1. Finalmente la nostra città in testa ad una classifica, sul podio dopo Roma e Milano (ma in termini relativi, sul numero totale di iscritti all’albo, sicuramente almeno Milano rimane dietro): i furbetti del tribunalino.
    Ma chi ci batte, a noi, quando c’è da fare i furbi?

  2. Premetto che non sono del mestiere e che quando mi hanno spiegato il trucchetto dell’abilitazione professionale in Spagna per eludere l’esame di stato in Italia ho storto il naso non poco.E’ un sistema profondamente ingiusto nei confronti di chi invece l’esame lo sostiene e sbatte la testa sui libri per superarlo con il minor numero di tentativi possibili, dopo anni di praticantado NON STIPENDIATO. Senza contare che UN AVVOCATO CHE ESORDISCE NEL “MONDO FORENSE” eludendo la legge già non sta dando prova di onestà, trasparenza e professionalità. Io non mi farei mai difendere da uno cosi’.

    L’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato, da quello che so, non è una passeggiata e non è detto che lo passi al primo tentativo, anche se ti sei laureato con 110 e lode. Magari, succede che il laureato con 90 passa e il laureato con lode no. E’ una specie di terno al lotto. Tanto per rendere le cose ancora piu’ difficili, consideriamo anche la quota fissa di raccomandati.

  3. premesso che il mio esame da avvocato l’ho passato a Roma, e mi è costato mesi di studio, consiglio a chi ha bisogno di un professionista di informarsi prima.

  4. Quello che non ho mai capito è come mai in Italia si debba superare un concorso per avere l’abilitazione. Dovrebbe essere compito dell’Università assicurarsi che i suoi laureati siano pronti.
    Così invece assistiamo ad uno stato che non si fida delle sue scuole.
    Ma, probabilmente, la verità è che i nuovi avvocati diano fastidio ai vecchi, e con la furbata dell’Album ne limitino l’ingresso il più possibile.
    Senza pensare che i nuovi laureati sono obbligati a fare (spesso quasi gratis) da segretari ai vecchi con la scusa del praticantato.

  5. Tutto questo succede solo qui.poi la legge e uguale per tutti a me sembra di no!!

  6. la maggior parte sono AVVOCACCHI, lupi famelici con senso morale sotto lo zero, disposti a scannarsi per il cliente da spennare, spesso in combutta tra loro per ritardare ad arte un procedimento, tanto paga il cliente

  7. Tanti artifici sono solo italiani, per esempio gli sfratti all’estero non sono trattati da un giudice ma dalla polizia, quindi tutte le cause per sfratto non esisterebbero e i tribunali ne beneficerebbero grandemente, se poi vanti un credito preticamente è la stessacosa…. in ITALIA si è voluta tutelare la casta di gente che è nell’affaire giustizia siano essi magistrati o avvocati….