CAMPEGGI SEQUESTRATI, IL PROCURATORE: “POTEVANO METTERSI IN REGOLA”

13/07/2007 di
«Noi facciamo semplicemente rispettare la legge.
Purtroppo ciò danneggia persone che non hanno commesso reati, ma quelle persone
dovrebbero prendersela con chi il reato l’ha commesso. E invece se la prendono
con noi». Il capo della Procura, Giuseppe Mancini, commenta così la protesta
degli ospiti dei campeggi sequestrati. Preferisce non alimentare ulteriormente
le polemiche e fa capire di non sentirsi più di tanto turbato.

 
«Purtroppo la
colpa, alla fine, è sempre dei magistrati che fanno applicare la legge. Ma ormai
non ci facciamo più caso, siamo abituati». Sulla questione dei tempi – «Perché
sequestrare a luglio, in piena stagione?» accusano i campeggiatori – questione
che ricorre ogni volta che si sequestra qualcosa, Mancini sbotta: «Eh no…
Questo proprio non si può dire. Sono mesi e mesi, da ottobre scorso addirittura,
che ai campeggi è stato chiesto di mettersi in regola eliminando gli abusi
realizzati. Ci sono stati moltissimi contatti a tutti i livelli, qualcuno ha
anche detto che la situazione era sistemata. E invece era ancora tutto lì… Chi
si voleva mettere in regola prima della stagione estiva poteva farlo
tranquillamente e invece evidentemente non l’ha fatto».
 
Ma la
“vox populi” non bada a queste sottigliezze, e così i “cattivi” sono quelli che
sequestrano, non chi infrange le leggi. In alcuni camping sono state realizzate
strutture fisse, coperture, bungalow che – secondo l’accusa – non sono previste
dalla legge. Anche smontare le ruote ad una roulotte costruendoci una tettoia
intorno significa “lottizzazione abusiva”, perché la legge impone la presenza
esclusivamente di strutture mobili. «Due campeggi – conclude Mancini – non hanno
preso prenotazioni sapendo che la situazione era in bilico. Perché gli altri non
hanno fatto così?». (M.Cus. Il Messaggero, 13-07-2007)