Garante dei detenuti, ennesimo allarme sul sovraffollamento

12/11/2011 di

Duemila detenuti in più oltre la capienza regolamentare prevista, condizioni di
vivibilità critiche, spazi destinati alla socialità trasformati in celle, personale di
polizia penitenziaria costretto, a causa dei buchi di organico, a turni di lavoro
massacranti.

È questa la fotografia della situazione delle 14 carceri della Regione
Lazio denunciata dal Garante dei detenuti Angiolo Marroni. Secondo le ultime stime
diffuse dal Dap, e relative al 9 novembre, i detenuti presenti negli istituti della
Regione sono 6.602, quasi duemila in più rispetto alla capienza regolamentare
prevista, fissata a 4.661 posti.

«I numeri, e i segnali di allarme che quotidianamente ci arrivano da ogni carcere
della Regione – ha detto Marroni – non fanno altro che confermare l’estrema criticità
della situazione.
Dall’inizio dell’anno ad oggi i detenuti sono cresciuti di 585 unità, passando dai
6.017 di gennaio ai 6.602 attuali. Ciò vuol dire che, passato il momentaneo effetto
positivo legato alla legge svuota carceri, il ritmo di crescita dei detenuti è stato
di quasi sessanta unità al mese».

La «legge svuota carceri» (L 199/2010) prevedeva la possibilità di scontare agli
arresti domiciliari l’ultimo anno di pena. Nel Lazio, al 31 ottobre scorso, avevano
beneficiato di tale misura solo 369 reclusi, fra cui 13 donne. Attualmente, nelle
celle della Regione sono reclusi 6.228 uomini e 374 donne.

«Il tratto caratteristico di questa
situazione – ha aggiunto il Garante – è che ormai non solo le grandi carceri della
Regione, come Regina Coeli e Rebibbia N.C., scoppiano, ma ormai tutti gli istituti
hanno gravi problemi di sovraffollamento. Quotidianamente i miei collaboratori mi
segnalano di situazioni paradossali, con sale per la socialità trasformate in celle,
gravi carenze igieniche e detenuti ospitati nei centri clinici per mancanza di spazi.
Una situazione, questa, resa ancor più grave dalle carenze di personale di polizia
penitenziaria e dai tagli di budget che hanno messo in difficoltà anche la gestione
ordinaria degli istituti».

«Nella Regione – ha spiegato – i casi più problematici si registrano a Latina (dove i
detenuti dovrebbero essere 86 e sono invece il doppio), a Frosinone (200 reclusi in
più), Rebibbia N.C.  (quasi 500 detenuti in più) e Regina Coeli (quasi 400 in più). Nel carcere
»Mammagialla« di Viterbo, da mesi al centro delle attenzioni del Garante anche per la
presenza di acqua con alti valori di arsenico, i reclusi sono 300 in più rispetto alla
capienza regolamentare. Paradossali, in questo contesto, la situazioni di Rieti dove,
a causa della carenza di personale e nonostante i pressanti appelli arrivati da più
parti, sono stati attivati solo 120 dei 306 posti disponibili, che risultano già
sovraffollati da 141detenuti».

  1. mandiamoli tutti a casa di pannella visto che ci tiene cosi tanto alla salute dei suoi cari carcerati…

  2. @lei, in parte condivido quello che dice.
    Purtroppo, come già ho affermato in altre notizie simili, l’Italia non rieduca correttamente queste persone che hanno sbagliato, infatti la percentuale che ricommette crimini una volta usciti è alta, troppo alta.
    In Italia non esiste la pena di morte perché il carcere deve rieducare le persone che hanno commesso degli sbagli a non commetterli più.

    I detenuti si DEVONO pagare da mangiare lavorando in qualche modo: zappando la terra, facendo attività manufattiera, facendo gli operai in fabbriche, vendendo i prodotti che fabbricano e facendo guadagnare allo stato soldi che possono servire alla manutenzione e al mantenimento delle carceri.
    I parassiti non sono mai buona cosa.
    Pannella (mooolto in parte) ha ragione, ovvero bisogna tutelare la salute dei carcerati (anche se molte volte si prova ribrezzo per questi, come chi ha commesso omicidi, o , peggio, abusi su bambini) e sopratutto su quella del personale all’interno delle carceri stesse, molte volte sottopagati e “sopraffatti” dall’alto numeri di delinquenti.

    Ci sarà un motivo per il quale ci sono tutti questi carcerati, no? Forse è il caso di inasprire le pene e di renderle CERTE, no che uno ammazza una persona, evade, e se tutto gli va male si fa 3-4 anni di carcere…ma dove viviamo dai!!!

    Daniele

  3. bisogna tutelare anche la salute di coloro che ad esempio di notte si sono trovati i banditi in casa e ne sono rimasti scioccati anche in modo grave, soprattutto i minori, senza ricorrere a casi eclatanti. banditi che il più delle volte entrano ed escono di galera. ma questo garante tanto attento ai carcerati una visita a queste famiglie l’ha mai fatta? sovraffolamento? altre 1000 carceri

  4. le carceri prima di rieducare DEVONO punire i carcerati… vedi se a uno stupratore gli danno 20 anni e se li fa tutti e 20 se quando esce ha ancora voglia di stuprare…