Redi a Pennacchi: “Perché non si è candidato? Ha paura dell’esame elettorale?”

27/04/2011 di
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di Delio Redi *

Desta meraviglia e ha il sapore di una burla permanente, il fatto che, ogni tanto, il nostro illustre concittadino, faccia affermazioni che non hanno rispondenza in fatti storici concreti e provabili.

  1. A Borgo Carso, invitato ad una festa a ricordo del nostro Parroco Don Giuseppe Di Bella, Pennacchi trova il modo di attaccare gratuitamente la mia persona attribuendomi responsabilità rispetto al Piano Regolatore di Latina che fu adottato nel 1968 (quando ancora non ero neanche Consigliere Comunale) e che ebbe dal Ministero l’approvazione definitiva nel 1971 (Sindaco Tasciotti e Assessore all’Urbanistica Vincenzo Granato).
  2. Fasce frangivento: Pennacchi forse non ha presente che si tratta di bene demaniale- regionale e pertanto eventuali e anche giusti programmi di messa a nuovo dell’intera fascia frangivento, l’interlocutore qualificato è la Regione Lazio: a Pennacchi non mancherà la possibilità di essere convincente con la Presidente Polverini!
  3. Le palme: quando ho lasciato la carica di Sindaco per essere candidato al Senato il 2 gennaio del 1992, le palme erano tutte sane e vegete, non si poneva un problema di cura e salute riguardo le stesse. Quanto è successo è avvenuto negli ultimi 10 anni e se Pennacchi ha di che lamentarsi, interloquisse con chi ha amministrato in quel periodo.

Se Pennacchi è tanto pensoso delle sorti di Latina e si sente al riguardo migliore degli altri, perché non si è candidato e messo al servizio della Nostra, prima che sua, Città? Ha paura dell’esame elettorale?

* Candidato a Sindaco di Latina – Insieme per Latina ADC Alleanza di Centro Delio Redi Sindaco

 

  1. sig. Redi, lei ha gia’ dato, lei appartiene alla prima repubblica, alla sua veneranda eta’ si dedichi ai nipoti e o ad altre occupazioni piu’ consone, dia magari dei consigli a chi glieli chiedesse! attesa la sua esperienza, ma Classe e stile che le riconosco imporrebbero, come gia’ detto di farsi da parte,

  2. Redi3LaResurrezione, andiamo Mr. Mummia mica tutti i vecchi si comportano allo stesso modo: c’è chi è conscio dei propri limiti e chi si crede baciato dagli Dei come lei ma bacia le mani (come il suo capo) ad altri vecchi tiranni…. torni al museo!

  3. su una cosa Redi ha ragione e si capisce dalle sue parole…. che Pennacchi di amministrazione non capisce davvero niente… ripeto è un grande scrittore ragazzi però essere dei buoni amministratori è ben altra cosa…. per quanto rigurda la candidatura di Redi penso che stia sfruttando la lista a lui collegata per cercare di ritornare al potere… non è sazzio…. potrebbe uscire come Consigliere Comunale ma non credo che la sua lista riesca a prendere il quorum… mi dispiace solo per quei ragazzi che sono in lista candidati che li sta illudendo di un qualcosa che non può avvenire… ci sono solo due candidati validi…. e sono Di Giorgi e Moscardelli… loro si devono giocare la partita della vittoria!!! tutto il resto è noia…..

  4. @utente Latina:
    scrivi che Pennacchi di amministazione non ci capisce nulla, essendo uno scrittore. Ma, secondo te, abbiamo mai avuto amministratori competenti: vogliamo snocciolare i curricula dei varI altri candidati? Per 3/4 sono imprenditori (tra cui svariati palazzinari) o liberi professionisti (avvocati e commercialisti in primis, noti discotecari, e una valanga di pischelli che non ha mai combinato nulla, se non passare fantastiche serate qua e la nei locali: non faccio nomi, ma è facile capire a chi mi riferisco – uno di questi ha praticametne tappezzato Latina con manifesti abusivi.). Il 1/4 rimanente è fatto da “politici”, ma i risultati del loro operato sono sotto gli occhi di tutti. Siamo messi malissimo ragazzi. E il problema più grande è che verranno pure eletti sti fenomeni!

  5. Pennacchi ha più volte ribadito che ognuno fa il proprio mestiere. Lui è scrittore, non un politico. Allora, uno che non fa il politico, non può criticare o esprimere opinioni sulla politica? si deve per forza candidare? Nonno Redi, si goda la pensione…

  6. Come sono bravi questi DESTRORSI a valutare le capacita’ amministrative degli altri. Allora sanno pensare e valutare? E allora la domanda che sorge spontanea e’ (ma ci sono o ci fanno?), perche come mai vedono il microscopico peluzzo negli occhi degli altri e non vedono il trave che hanno nel loro c..o occhio? Dopo circa 30 di criminali scellerataggini amministrative fatte dai loro padroni politici che continuano a riferirsi e a difendere contro ogni evidenza ?

  7. Sono di Latina e sono di sinistra …. nonostante questo dico che vorrei che Latina tornasse a chiamarsi Littoria, per un solo motivo : per dare uno schiaffo a tutti quelli che l’hanno governata da quando si chiama Latina e che non sono riusciti a fare neanche un decimo di quello che ha fatto per la nostra città l’amministrazione fascista dal ’32 al ’43.
    In pochi anni Latina è stata costruita e resa città. Dopo invece, in tanti decenni dal ’45 ad oggi, le amministrazioni, democristiane prima (Redi e Corona in testa) e missine poi, l’hanno sfasciata, depredata, saccheggiata, venduta. Quello che la gente vede è solo fumo negli occhi : i giardini e le aiuole restaurati, qualche evento mediatico per calmare gli animi…tutto il resto, le cose importanti, sono da terzo mondo : servizi inesistenti, governanti incompetenti, impianti idrici e fognari da far paura, insicurezza, illegalità, quartieri degradati.
    I candidati al consiglio sono sempre gli stessi, a destra e a sinistra (ma quale sinistra poi…che vergogna continuare a chiamarla così…) : persone indagate, corrotte, faccendieri senza scrupoli, persone che si fanno eleggere solo per i propri interessi e per continuare ad asfaltare la città, e dall’altro lato cittadini che votano in cambio di promesse di favori ……

  8. iassero tutti affangana, diceva Bracardi, uomo serio in confronto ai fantocci della destra e pseudodestra: Di Giorgi non ha personalità, è teleguidato e si sa, Cosignani e Calvani sono altamente ridicoli anche nell’aspetto, Gatto e Fioravante non esistono, Redi ce la farà (da solo)