INCONTRO FAZZONE-CARIO, IL CSM ARCHIVIA TUTTO

12/06/2008 di
di MARCO CUSUMANO * 
 
Nessuna
intimidazione, nessuna ingerenza, nessun tentativo di condizionare l’autonomia
della magistratura. Il Consiglio superiore della magistratura ha archiviato in
tempi record la segnalazione dell’Anm sulla visita del senatore Claudio Fazzone
al giudice Giuseppe Cario.

 
La decisione è stata adottata dalla prima commissione
del Csm composta da Antonio Patrono (presidente), Letizia Vacca
(vicepresidente), Gianfranco Anedda, Livio Pepino, Fabio Roia, Mario Fresa,
Maurizio Arcuri, Ferdinando Lignola e Matilde Brancaccio.

Claudio FazzoneSi
tratta della commissione che si occupa nello specifico delle «richieste di
tutela dell’indipendenza e del prestigio dei magistrati», esattamente quanto
ipotizzato in seguito alla visita del senatore del Pdl. Una visita che ha
scatenato una polemica senza precedenti sia nell’ambiente giudiziario che in
quello politico. Da più parti è stata avanzata l’accusa di ingerenza e pressione
sull’autorità giudiziaria da parte del senatore Fazzone in merito al
dissequestro dell’Holiday Village di Fondi, poi dissequestro per iniziativa
della stessa Procura. La sezione di Latina dell’Anm (Associazione nazionale
magistrati) inviò una segnalazione al Csm dopo una riunione interamente dedicata
al “caso Fazzone”. La prima commissione del Csm convocò subito il giudice
Giuseppe Cario per conoscere i dettagli della vicenda. Dopo l’incontro al
palazzo dei Marescialli, a Roma, l’impressione fu subito quella di un episodio
fin troppo “gonfiato”, tanto che il Csm si orientò immediatamente verso
l’archiviazione dell’esposto. Non c’era nessun elemento in grado di ipotizzare
un attacco all’autonomia del giudice Cario. Ascoltando il suo racconto i membri
della commissione non hanno riscontrato nessun tipo di “intimidazione” da parte
del senatore Claudio Fazzone.
 
La sede del Csm a RomaDopo pochi giorni, come previsto,
è arrivata ufficialmente la decisione della prima commissione del Csm di
archiviare la vicenda senza ulteriori passaggi. Il senatore Claudio Fazzone
aveva immediatamente respinto ogni accusa di ingerenza o pressione sul giudice
spiegando di aver «semplicemente chiesto informazioni sul sequestro dell’Holiday
Village di Fondi, senza avanzare pretese di nessun genere nei confronti del
giudice Cario».
 
«La mia visita al giudice – spiegò il senatore –
è stata una pacata, normalissima e lecita richiesta di informazioni sul caso
dell’Holiday Village. Quello che è successo dopo è davvero incredibile. I soliti
noti hanno montato una campagna denigratoria nei miei confronti che però non
produrrà nessun risultato, se non la brutta figura di chi l’ha organizzata. Con
Cario ho avuto un incontro assolutamente sereno e cordiale. La mia intenzione
era solo informarmi sulla possibilità di risolvere una questione che pesa sul
futuro di ben 50 famiglie. E’ forse una colpa interessarsi dei cittadini che
sono chiamato a rappresentare?».
 
 
VELENI IN PROCURA, SCONTRO TRA DE SIMONE E DI MAMBRO 
 
Mentre il Csm archivia immediatamente il “caso
Fazzone”, continua la polemica nell’ambiente giudiziario pontino sull’Holiday
Village di Fondi. Dopo il dissequestro della struttura su ordine del procuratore
capo Giuseppe Mancini, l’esponente del Partito Democratico Luigi Di Mambro ha
auspicato l’autosospensione del capo della Procura in attesa di eventuali
indicazioni da parte del Csm. Una presa di posizione che ha provocato una dura
reazione del legale dell’Holiday Village, l’avvocato Corrado De Simone che ha
diffuso un comunicato stampa: «Ritengo sia stata perpetrata una gravissima e
indebita ingerenza, non solo perché tale intervento invade illecitamente la
sfera di autonomia della Procura della Repubblica di Latina, ma anche perché
l’autore di tali affermazioni nulla sa degli atti del procedimento penale che
allo stato attuale sono coperti dal segreto istruttorio, non essendo stata
avanzata richiesta di rinvio a giudizio, che peraltro pare doversi escludere,
nel provvedimento di revoca del sequestro preventivo essendo stata anche
preannunciata la richiesta di archiviazione». De Simone prosegue: «Un tale
atteggiamento, gravemente irresponsabile e riprovevole, oltre a poter costituire
fonte di reato è ampiamente dimostrativo di una violenta e aggressiva
interpretazione di alcuni valori fondamentali, in primis quello dell’autonomia
della magistratura». La vicenda potrebbe anche culminare con un
esposto.

Di Mambro aveva argomentato così il suo intervento: «Il
procuratore capo dia un segnale distensivo e responsabile: decida egli stesso di
sottoporre al Csm i recenti contrasti interni alla Procura sospendendosi
temporaneamente dalle sue funzioni». (* Il Messaggero, 12-06-2008)

 

  1. … occorre domandarsi se la giustizia si amministra nei luoghi detti Tribunali (Aule), con i soggetto Giudici, P.M. e Legali.. soggetti e luoghi diversi, sono illegali, c.d. ‘interferenze’. Qualcuno ha parlato di “Primato della politica”, ma chi dice questo non ha capito che nei Tribunali vige il principio del “Primato della legge”… ogni altra condotta

  2. Scrive Toga: “In questa storia la figuraccia l’hanno fatta soprattutto i giudici e gli avvocati che non hanno preso una posizione. Complimenti.” Che sembra non aver perso la capapcit

  3. .. la visita ai detenuti, prerogativa dei Parlamentari, con quello che ha fatto con il Giudice Cario? la Legge