A LATINA OPERANO 14 ORGANIZZAZIONI CRIMINALI

12/05/2008 di

Le mani della criminalità organizzata sulla città di Roma e nel Lazio. Sono
circa 61 le cosche operanti tra Roma, Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina, associate principalmente a ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita e Cosa Nostra, e ben 300 le persone associate o collegabili alle organizzazioni criminali di altre regioni residenti nel Lazio.

 

È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità nel Lazio presentato oggi al Forum della Pubblica Amministrazione in corso alla Nuova Fiera di Roma. Curato da Fabrizio Feo, alla presentazione dell’indagine erano presenti il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il presidente dell’Osservatorio Enzo Ciconte, i due magistrati Raffaele Cantone e Alberto Cisterna. A Latina sono 14 le organizzazioni criminali individuate.
 
 Secondo la mappa geo-economica dei gruppi criminali operanti sul territorio della nostra Regione, realizzata dall’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità, l’insieme del tessuto amministrativo e politico nella maggioranza dei comuni della Regione finora ha mostrato una buona tenuta, anche se, soprattutto in alcuni comuni delle Province di Roma, Frosinone e Latina, i tentativi di infiltrazione nella macchina amministrativa e politica sono in atto da tempo, e avvengono attraverso l’arrivo di insospettabili figure imprenditoriali, soprattutto nei settori dell’edilizia e del commercio, che stabiliscono rapporti collusivi con il personale politico e amministrativo locale. Secondo i dati diffusi nel corso della presentazione dell’indagine, su 378 comuni laziali sarebbero una cinquantina i comuni ove risultano attività della criminalità.
 
L’Osservatorio ha specificato che i dati risultano «inferiori a quelli reali», in quanto le associazioni criminali sono legate alla casa madre, spesso operante in Sud Italia, alla quale fanno riferimento. Oltre ai vari clan delle più note mafie, come la Camorra, l’ndrangheta e Cosa Nostra, il territorio laziale è abitato da altri centri criminali di matrice romena, cinese, nigeriana e russa. I vari clan, spiega l’Osservatorio nelle tabelle diffuse alla stampa, non sono in conflitto tra loro, piuttosto convivono e fanno affari insieme, specie nei settori del traffico di stupefacenti e di armi.
 
Ciò fa supporre l’esistenza di una sorta di «camera di composizione» dei conflitti, come la definisce l’Osservatorio, che regola gli interessi tra clan e svolge il ruolo di cabina di regia delle attività criminali. Accordi ed interazioni sembrano esserci anche tra alcuni personaggi di spicco appartenenti alla Banda della Magliana e alle famiglie facenti capo al clan dei Casalesi. Oltre allo smaltimento di rifiuti, ai traffici di armi e di stupefacenti e all’usura, le organizzazioni criminali fanno affari anche nei nuovi Centri commerciali: dall’indagine risulta, infatti, che molti negozi sono di proprietà della Camorra. «Bisogna fare rete tra Regione, provincia e Comune di Roma – ha
detto Marrazzo – promuovere la legalità, affermare i valori e i principi, difendere i diritti e imporre i doveri, non solo correre dietro alle notizie di cronaca».
  1. l’infiltrazione camorristica e criminale a Latina opera prevalentemente e principalmente a livelo istituzionale: a Latina non si muove foglia che “tizio” non voglia.E tizio negli anni

  2. e fallo sto nome dai… Che fai prima getti il sasso e poi nascondi la mano,l’omert

  3. luigi dovresti andare a cercare l’agenda di Latina del 2005 e leggere il commento descritto a fondo pagina, accanto alla foto del D.Fragiotta (che sull’argomento non c’entra nulla) e cos