SABAUDIA, IN VENDITA LA VILLA DEL DELITTO

10/04/2008 di
 
di MARCO CUSUMANO *

Resta un giallo pieno di domande il delitto del bancario di 52 anni, Danilo Catani, ucciso il 5 giugno 2006 nella sua villetta di Bella Farnia
. L’unica indagata per concorso in omicidio resta Anna Maria Massarelli, la moglie della vittima.

 
La donna si è trasferita da mesi in un piccolo paese della Toscana e ora, dopo il dissequestro della villetta, ha deciso di metterla in vendita. Evidentemente non ha nessuna intenzione di tornare a vivere nella casa dove è stato ucciso il marito. Lei, accusata di aver avuto un ruolo nel delitto forse aiutando l’assassino, ha preferito rifarsi una vita altrove, lontano dagli sguardi sospettosi che avrebbe incrociato ogni giorno nella piccola comunità di Bella Farnia.
 
Le indagini proseguono anche se non sono emerse particolari novità. I termini per l’inchiesta scadono tra meno di due mesi. E’ arrivata la decisione del giudice Nicola Iansiti il quale ha respinto la richiesta di un’udienza con i periti che hanno analizzato la scena del delitto. La richiesta era stata avanzata dai difensori della donna, Antonio Pierro e Franco Moretti, che volevano porre alcune domande ai tecnici per chiarire alcuni aspetti della relazione depositata.
Nella casa dove fu ucciso il bancario sono state repertate alcune tracce organiche prelevate da uno straccio del tipo “Mocio Vileda” trovato in bagno e dal sifone del lavandino della cucina. La perizia è stata effettuata dai biologi Pietro Cucci e Aldo Spinella, ma le conclusioni non sono del tutto chiare. Sul “Mocio Vileda” è stato effettuato un test “TMB” che ha evidenziato la presenza di tracce ematiche con una reazione che ha portato alla colorazione blu-verde del sangue. I periti ha dunque concluso che sul “Mocio Vileda” ci sono tracce di sangue.
 
Il problema è che dalla relazione tecnica non emerge nessun confronto con il Dna della vittima né con quello della moglie, Anna Maria Massarelli.
In parole povere, il sangue c’è ma non si sa a chi appartiene. La perizia parla inoltre di «sostanze biologiche, tra cui sostanza ematica, riconducibili ad almeno due individui di cui uno di sesso maschile, del quale è stato estrapolato il Dna». A chi appartiene quel sangue? Alla vittima oppure ad un terzo uomo?
L’espressione «almeno due individui» consente di ipotizzare anche la presenza di sangue di un numero superiore di persone, il che complica ulteriormente la ricostruzione della scena. Inoltre non è possibile stabilire se le tracce biologiche appartengano ad Anna Maria Massarelli.

Troppi dubbi, troppe domande da chiarire. Per ipotizzare la tesi secondo la quale la moglie di Catani avrebbe pulito le tracce di sangue, bisognerebbe essere certi che il sangue nel panno sia effettivamente quello della vittima. Insomma servono altre risposte e, forse, nuovi accertamenti tecnici. Anche perché non è stato possibile neanche stabilire la data a cui risalgono le tracce. Poche e confuse. (* Il Messaggero, 10-04-2008)