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Autostrada Roma-Latina, perché i giudici hanno bocciato il progetto

14/09/2018 di

Il Consiglio di Stato con sentenza numero 5374 ha accolto l’appello presentato dalla cordata di imprese guidata da Salini Impregilo (con Astaldi, Pizzarotti e Ghella) contro l’aggiudicazione definitiva al Consorzio Sis dell’Autostrada Roma-Latina, opera in project financing di oltre 2,7 miliardi di euro.

La sentenza di Palazzo Spada – che ribalta la pronuncia del Tar Lazio del marzo 2017 – ha l’effetto di azzerare la procedura avviata nel 2011 da Autostrade del Lazio Spa con un bando.

Determinante la valutazione della Banca d’Italia, che è stata coinvolta dai giudici nel ruolo di “verificatore” del contributo pubblico (cioè la quota di finanziamento statale a fondo perduto che integra l’investimento privato) indicato dal Consorzio Sis in sede di gara per aggiudicarsi l’opera.

Lo stress test condotto dai tecnici di Bankitalia ha evidenziato che il contributo pubblico indicato da Sis era da intendersi come un “debito postergato a tutte le altre fonti di finanziamento dell’investimento nell’opera autostradale, non solo rispetto all’indebitamento bancario, ma anche alla remunerazione degli azionisti, tale da assumere il ruolo di uno strumento di capitale”.

Altre criticità sono legate alla scadenza della relativa restituzione, posta nell’ultimo periodo della concessione, quando dovrebbe essere già stata assicurata la remunerazione degli azionisti e la restituzione dell’indebitamento bancario, e dunque con scarsi margini di manovra per eventuali rimodulazioni dell’onere, ulteriormente aggravata dall’assenza di garanzie contrattuali.