CHIEDEVANO IL “PIZZO” A LATINA, 16 ARRESTI

24/01/2008 di
Cento carabinieri, nelle prime ore di oggi hanno eseguito tra le province di Caserta, Napoli, Perugia, Taranto e Pordenone 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate al ‘gruppo Maranò, considerato organicamente inserito nel clan dei Casalesi, la potente organizzazione che gli investigatori ancora considerano capeggiata da Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’, nonostante sia da anni in carcere.

 
I provvedimenti restrittivi, che hanno riguardato anche una donna, Annunziata Iannone, di 38 anni, cognata del capozona di San Marcellino, Giorgio Marano, di 47 anni,considerata elemento di primo piano dell’organizzazione, ed un militare dell’Esercito, Giuseppe Magliulo, di 27 anni, di San Marcellino,
in servizio a Sacile, in provincia di Padova, sono stati emessi dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri del Gruppo di Aversa.
 
Per gli investigatori la partecipazione di una donna nell’esigere estorsioni a nome del clan, rappresenta uno degli elementi più significativi dell’indagine «perchè, consente di ribadire quanto divenga sempre più importante la figura
femminile nel clan dei  casalesì storicamente poco incline ad affidare simili ruoli alle donne».
 
Gli arrestati a vario titolo sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni aggravate, porto e detenzione di armi e di munizioni, lesioni personali, riciclaggio e ricettazione. Le estorsioni, hanno spiegato nel
corso di una conferenza stampa, il procuratore aggiunto, Franco Roberti, i sostituti Antonello Falcone ed Esposito, ed il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Carmelo Burgio, sono state portate a termine non soltanto tra imprenditori, commercianti dell’agro aversano, ma anche nelle
limitrofe province di Latina e di Frosinone, a conferma, dell’espansione del gruppo criminale casertano in altre province italiane, soprattutto nel Basso Lazio e nel Frusinate.
 
A capo del gruppo, Giorgio Marano, di San Marcellino, che secondo le risultanze delle indagini, sebbene sottoposto alla sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno a Cassino (Frosinone), fin dal 2002 avrebbe continuato a dirigere l’organizzazione criminale. Le indagini furono avviate dai carabinieri del Gruppo di Aversa, attualmente diretti dal maggiore Francesco Marra,  dopo l’omicidio di Antonio D’Alessio, un affiliato al clan. DDA e Carabinieri, sulla base anche di intercettazioni telefoniche ed ambientali sono riusciti a
ricostruire l’attività estorsiva dell’organizzazione, estese anche nel napoletano. Tra gli arrestati Raffaele Iovine di 40 anni, detto ‘Occhi di ghiacciò, ritenuto il braccio destro del boss, il marito della Iannone, Salvatore Fioravante, di 35 anni e Franco Bianco, di 35 anni, di Casal di Principe.
  1. Brutto segnale davvero.
    Propongo l’istituzione di un numero verde che consenta ai commercianti ricattati di denunciare tali abusi magari mantenendo l’anonimato.

  2. Ma dai, la camorra a Latina? Ma il ns. Procuratore non ha forse detto che non c’