Morphe Arreda

Uil: Lazio sta diventando laboratorio criminale dell’edilizia

18/02/2015 di
edilizia_generica_cantiere_gvef8e7tve

piano-casa-edilizia-generica-latina-operaio-43ju62Il settore delle costruzioni ha alcune caratteristiche proprie quali la temporaneità, la mobilità. Queste «caratteristiche contribuiscono ad incrementare ulteriormente l’infiltrazione mafiosa tanto che oggi si può tranquillamente affermare che il Lazio è diventato un vero e proprio laboratorio criminale nel settore. Dove per criminalità non si intende soltanto la mafia vera e propria ma anche il sistema di corruzione negli appalti pubblici portato alla luce soprattutto dall’inchiesta di Mafia Capitale». Lo dichiara, secondo quanto riporta una nota, il segretario generale della Feneal Uil Lazio, Francesco Palese in occasione della presentazione di un’indagine della Uil.

La Uil spiega anche che «l’edilizia, insieme all’agricoltura e al terziario, è il settore con la più alta percentuale di lavoro nero e/o irregolare e i cantieri risultano essere i luoghi di lavoro dove meno si rispettano le normative sulla sicurezza. Non è un caso, infatti, che circa il 20% degli infortuni mortali sul lavoro avvengano in campo edile. Primi in questa triste classifica la Capitale e la sua provincia, seguite da Latina e Frosinone».

«Ci viene ripetuto che il numero di incidenti è diminuito – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri -. Sarà pur vero prendendo i dati in senso assoluto, ma la situazione è completamente diversa se rapportati all’incremento del tasso di disoccupazione. La diminuzione degli infortuni infatti è direttamente proporzionale all’aumento del tasso di disoccupazione che, con il suo 12,8% nel Lazio, ha raggiunto lo scorso anno livelli record. Dall’altro lato, bisogna considerare che la crisi sta favorendo il ricorso al lavoro nero e sommerso, dove le norme sulla sicurezza trovano di raro applicazione». Sempre secondo il sindacato «dai dati incrociati tra forze dell’ordine e Inps emerge che oltre il 40% delle aziende del Lazio, soprattutto a conduzione famigliare, sfrutta il lavoro irregolare».