PORTO CESAREO, RIMOSSA LA STATUA DI MANUELA ARCURI

01/04/2010 di

Sarà una mancanza lacerante che fa tanto pensare alla “Bocca di Rosa” di De André, con le donne del paese che protestano contro la bellezza forestiera, seppur di pietra, come in questo aso. Addio alla statua di Manuela Arcuri sul lungomare di Porto Cesareo. Ieri mattina, gli operai del Comune, scortati dai carabinieri, l’hanno rimossa e trasferita nel villaggio turistico privato Punta Grossa, i cui titolari hanno chiesto di poterla esporre per i propri clienti. Al suo posto sarà sistemata la statua della Madonnina del mare, venerata dai pescatori della zona.


 

Finiscono così otto anni di polemiche – iniziate il 19 luglio 2002 – che contrapponeano le mogli dei pescatori, che non si sono mai sentite rappresentate da quella bellezza troppo procace e troppo perfetta per assurgere a prototipo delle donne salentine, dall’altra il promotore dell’iniziativa, lo showman Gianni Ippoliti, che ha sempre difeso quella scelta, e alcuni operatori turistici che se ne fecero carico. Nel corso degli anni, la statua è stata più volte danneggiata e ogni volta riparata, ma non ha mai smesso di fare da sfondo alle foto dei turisti che, incuriositi, volevano posare con l’Arcuri alle spalle. Ieri, al posto della scultura, c’erano dei fiori, rose e girasoli, e qualche messaggio come: «E fu Manuela» e «I cittadini di Porto Cesareo ne danno il triste annuncio. Addio Manuela».

Nel mese di luglio del 2009, però, la giunta municipale ha deciso di porre fine alla diatriba decretando la sostituzione di Manuela Arcuri con una più «consona» Madonnina del mare. La nuova statua è già stata commissionata e non è escluso che possa essere collocata sul lungomare di Porto Cesareo già durante l’estate. A pagare l’opera sarà la cooperativa «Pesca dello Ionio» che riunisce il 94 per cento dei pescatori della zona. «La scelta risale a quasi un anno fa – spiega il sindaco, Vito Foscarini – e mi sembra la più giusta e opportuna. Quando si decise di dedicare una statua aManuela Arcuri come rappresentante delle donne cesarine, le mogli dei pescatori insorsero e promossero diverse petizioni popolari per la rimozione della statua. Alla Madonnina, invece, è dedicata la canzone che i nostri pescatori cantano ogni mattina prima di prendere il mare per una nuova giornata di lavoro». Il primo cittadino aggiunge poi che lo spostamento della statua è a costo zero per l’amministrazione comunale e che si è proceduto solo dopo aver atteso che gli operatori turistici, che avevano voluto l’effige dell’Arcuri, indicassero un nuovo sito per la loro statua. «Non ci hanno dato alcuna indicazione – conclude Foscarini – e così abbiamo accolto la richiesta del titolare del villaggio turistico».

Sulla vicenda è intervenuto ieri il Codacons, sezione di Lecce. «Chiediamo chiarimenti all’amministrazione comunale – scrivono in una nota i dirigenti dell’associazione – per conoscere le motivazioni che hanno portato a tale scelta. La statua, infatti, aveva determinato una crescita del turismo nel paese ed era diventata una attrazione, oltre che un importante patrimonio artistico per l’intera zona. La sua rimozione ha certamente avuto dei costi, ma ancor più potrebbe danneggiare economicamente il comune, privandolo di una importante risorsa con ripercussioni negative sul turismo. Per tale motivo chiederemo alla Corte dei conti di aprire una indagine per accertare i fatti e sanzionare eventuali scelte dannose per la collettività».

“La statua in pietra leccese raffigurante le fattezze dell’attrice Manuela Arcuri – è scritto nella deliberazione del Comune – posizionata sul molo di fronte all’isola Grande o dei Conigli, abituale meta di partenza delle piccole imbarcazioni da pesca, non risponde alle aspettative dei pescatori cesarini e più in generale della popolazione, che ci ha comunicato in tempi diversi ed in diversi modi, che preferisce vedere in un monumento la raffigurazione esclusiva della donna del pescatore sempre in ansia per le sorti del proprio caro che lavora tra le difficoltà nascoste del mare a guadagnarsi da vivere; o meglio ancora un monumento di forte retaggio religioso tipico della tradizione culturale cristiana di Porto Cesareo. Parlo della Madonnina del Mare al quel spesso i pescatori cesarini rivolgevano la loro preghiera prima di imbarcarsi. Nessuna polemica con nessuno quindi -conclude Fanizza- anzi sarebbe il caso che questa storia proprio per l’impegno per la promozione del territorio, profuso da tutti, sopratutto dal signor Gianni Ippoliti e dalla signora Manuela Arcuri che ringraziamo entrambi, si concluda qui nel rispetto delle nostre identità tradizioni e professioni”.