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INTERVISTA Waterpopcolor, Giovanni Balzarani espone alla Feltrinelli

12247079_10208472323112593_7296883974367972309_nVerrà inaugurata domenica 29 novembre, presso la Feltrinelli di Latina, l’esposizione artistica “Waterpopcolor” di Giovanni Balzarani, giovane artista di Latina. La mostra rimarrà esposta fino a giovedì 31 dicembre.

Come è nata la passione per la pittura?

La pittura è una cosa che mi porto dietro sin da quando ero bambino, mia madre mi racconta che sin dall’asilo ho sempre dipinto. Una volta diventato “grande” ho proseguito con tutti gli studi attinenti e per questo devo ringraziare, in primis, il mio professore d’arte delle scuole medie perché durante i miei esami arrivò a “minacciare” mio padre costringendolo a promettergli che mi avrebbe fatto iscrivere al Liceo Artistico, ironizzando in caso contrario ad una mia bocciatura. La promessa è stata mantenuta: ho frequentato prima il Liceo Artistico e poi ho continuato con l’Accademia di Belle Arti a Roma.

Sei riuscito a trasformare la tua passione in un mestiere?

Ho iniziato la mia carriera artistica come restauratore di beni culturali, lavorando per circa 10 anni. Non ho mai abbandonato la pittura del tutto ma tra gli studi e il lavoro il tempo a disposizione non era molto. Il tutto è ricominciato circa un paio di anni fa, complice mia moglie, quando durante il viaggio di nozze, precisamente all’interno della Casa sulla Cascata di Wright, in America, ho sentito un brivido lungo la schiena ed ho capito che era arrivato il momento di riprendere in mano i pennelli. Nonostante questo piccolo stop la pittura ha sempre fatto parte della mia vita fino a diventare, da poco meno di un anno, il mio attuale lavoro, ovviamente con tutti i pro e contro.

giovanni-balzaraniQuali sono i soggetti a cui ti ispiri?

I quadri esposti in questa mostra rappresentano un percorso che ho ultimato osservando tutto ciò che mi capitasse davanti agli occhi. Il mio professore ha sempre sostenuto di vedere in me un enorme potenziale, a detta sua io ho la capacità di vedere già in anticipo nella mia mente il disegno finito.

Come mai hai scelto la tecnica dell’acquerello?

Ho subito tre fasi nella mia vita, sono passato dalla tecnica ad olio per arrivare a matita e gessetti, arte che ho sempre ammirato fin dai tempi delle gite scolastiche in cui mi fermavo ad osservare gli artisti di strada. Del resto anche la mia tesi di laurea è stata sull’autoritratto. Per me la stesura di un quadro deve essere immediata, non costruita e studiata…”bona la prima” come si dice a Roma…e l’utilizzo dell’acquerello è una tecnica che non ti permette di sbagliare. Inoltre, il connubio tra iperrealismo e acquerello è veramente molto complicato.

Ricordi i quadri a cui ti senti particolarmente legato?

Il mio primo quadro in assoluto l’ho dipinto utilizzando la tecnica ad olio ed è gelosamente custodito da mia madre; frequentavo la seconda media e rappresenta una veduta di Roccasecca dei Volsci, mio paese d’origine. Sono comunque molto legato anche ad un altro dipinto, si tratta di un quadro astratto, la mia prima opera che ora si trova all’estero, a Los Angeles in un’abitazione privata.

C’è qualcosa che vuoi anticipare riguardo la mostra?

Posso solo dire che si tratta di un’esposizione totalmente diversa rispetto a quelle a cui chi mi conosce è abituato.

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