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PROCESSO LUMACA, MINISTERO CONDANNATO PER IL CASO GOODYEAR

di MARCO CUSUMANO *

Il processo lumaca? Non è solo un problema di chi attende risposte dai tribunali, ma anche del ministero della Giustizia che può essere condannato a risarcire i danni. E’ successo per il caso di alcuni operai dell’ex Goodyear che dovranno essere risarciti dal ministero di Giustizia con 5.550 euro ciascuno.


La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Appello di Perugia alla quale si era rivolto l’avvocato Ezio Bonanni: «Nel difendere i lavoratori esposti all’amianto – spiega il legale – avevo rivolto istanze affinché le cause fossero trattate in tempi ragionevoli, specialmente quando c’erano già accertamenti tecnici positivi che sanzionavano i rigetti dell’Inps, immotivati ed ingiusti, che precludevano la possibilità di andare in pensione, anticipatamente con i benefici previsti per l’amianto previsti dalla legge. Ma all’Inps che rigettava, si aggiungeva la giustizia lumaca!».

E così la questione è finita davanti alla Corte d’Appello di Perugia alla quale è stato chiesto un risarcimento danni per i processi troppo lunghi. Con il provvedimento del 25 gennaio, depositato ieri, la sezione civile ha parzialmente accolto la richiesta degli 11 ex operai condannando «il ministero della Giustizia al pagamento della somma di euro 5.550 ciascuno, oltre al quantum dovuto per interessi legali dal giorno della domanda a quello del saldo. Dispone che copia – si legge nel dispositivo – del presente decreto sia trasmessa al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione, al Procuratore Generale presso la Corte dei Conti ed al ministero della Giustizia».

Recentemente anche i parenti delle vittime della Goodyear avevano incassato un’altra importante vittoria davanti al giudice del lavoro che ha disposto risarcimenti per circa 2 milioni di euro. Il magistrato si era pronunciato a favore dei familiari dei dipendenti deceduti, rigettando le opposizioni formulate dalla Goodyear in merito al pagamento del risarcimento provvisionale. In pratica l’azienda dovrà pagare di tasca propria i primi risarcimenti riconosciuti nel processo penale, la cosiddetta “provvisionale”. Per il risarcimento complessivo si dovrà attendere invece l’esito dei processi civili, per i quali ci vorrà ancora molto tempo. Sperando che non si trasformino in processi lumaca. (* Il Messaggero 17-10-2010)

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