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Qualità della vita, Latina perde 5 posizioni: ecco tutti i dati

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Latina perde 5 posizioni nella classifica sulla qualità della vita del Sole24ore. Il capoluogo pontino scende alla posizione numero 82, perdendo 5 posizioni rispetto allo scorso anno. Pessimi i risultati in tema di giustizia e sicurezza (posizione 103 su 110) ed ecosistema urbano (106 su 110).

TUTTI I DATI (clicca per ingrandire)

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I DATI NAZIONALI. Belluno si aggiudica la 28^ edizione dell’indagine annuale realizzata dal Sole 24 Ore, e passando a zig-zag tra cime e tornanti attraverso Aosta, Sondrio, Bolzano, Trento fino ad arrivare a Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte.

Nei primi sette posti della classifica che misura il benessere, non solo economico, delle province italiane ci sono ben sei province alpine, a cui si aggiunge Trieste. Sei macro aree e 42 indicatori, tra cui quest’anno entrano anche gli acquisti online, il gap retributivo di genere, la spesa per i farmaci, il consumo del suolo, gli anni di studio degli over 25 e l’indice di litigiosità nei tribunali, sono l’elemento portante dell’analisi che Il Sole 24 Ore realizza per stilare la classifica della Qualità della Vita nelle 110 province Italiane.

Arretrano alcune grandi città: Milano che, nella classifica generale perde 6 posizioni e scivola all’ottavo posto; Roma, che scende al 24^ rispetto al 13^ del 2016, e Torino, che retrocede al 40^ posto. Nelle vittorie di tappa per singola macro area, Milano è sempre al top nell’ambito Ricchezza e consumi, conquistando il primato nel Pil pro-capite, nell’importo medio delle pensioni e nei depositi bancari. I voti migliori per il consumo di suolo e l’emigrazione ospedaliera vanno invece a Sondrio, che guadagna il podio dell’area ambiente e servizi. Aosta sale sul podio nella densità abitativa e nelle acquisizioni di cittadinanza, mentre per giustizia e sicurezza è la provincia di Verbano Cusio Ossola a guadagnare la prima posizione. Firenze, invece, supera Roma e si aggiudica il primo posto per cultura e tempo Libero.

Ma la grande sorpresa del 2017 è Ascoli Piceno, che vince la medaglia d’oro nella categoria Lavoro e Innovazione. In coda alla graduatoria complessiva, invece, finiscono soprattutto le aree di Campania e Puglia: ben otto nelle ultime dieci posizioni, con Caserta maglia nera 2017 e Taranto al penultimo posto. Al terz’ultimo c’è Reggio Calabria. A sancire il verdetto è il trend di fondo, che mostra, attraverso i risultati dei singoli indicatori, come il divario tra Nord e Sud del Paese tenda sempre più ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia del Sud e Isole bisogna scendere fino al 52^ posto di Oristano.

Le aree centro-settentrionali, infatti, non solo ribadiscono i loro primati storici negli indicatori economici (dalla ricchezza al lavoro), ma guadagnano spazio anche nei ranking – come demografia e tempo libero – un tempo appannaggio dei territori del Sud. Non mancano comunque le buone prestazioni: la stessa Oristano conquista il terzo posto nella macro-area Giustizia e sicurezza, Matera sale al 6^ posto nella categoria Ambiente e servizi e le province del Mezzogiorno occupano in blocco i primi 14 posti nell’indicatore legato alla diffusione della banda larga.

APPELLO DELLE ACLI. «È stata resa pubblica – commenta Acli Latina – la graduatoria della qualità della vita nelle città italiane, la quale viene stilata valutando il benessere dei cittadini, dove, per benessere, si intende la possibilità, per gli stessi, di fruire di vantaggi economici, politici e sociali. Vantaggi che sono espressi in maniera diversa, dalle risposte delle istituzioni e del terzo settore alla domanda sociale dei cittadini, fino alla sicurezza dal crimine. Tali possibilità permettono ai cittadini di promuovere le proprie potenzialità e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta. Nella Regione Lazio, purtroppo, nella graduatoria della qualità della vita, Latina retrocede di cinque posizioni, passando dalla settantaseiesima alla ottantunesima posizione, una regressione evidente. Il Terzo Settore, soprattutto in Italia, ha sempre avuto una funzione di sostegno molto forte delle politiche sociali messe in atto dalle istituzioni. È per questo che le Acli provinciali di Latinarichiamano l’attenzione di tutte le organizzazioni di Terzo Settore attive sul territorio perché prendiamo atto, tutte insieme, di dover affrontare il degrado della cosa pubblica. La Presidenza provinciale delle Acli, guidata da Maurizio Scarsella, è preoccupata della difficile situazione e annuncia un nuovo ricorso al Prefetto perché si torni ad un’azione di sistema per invertire la tendenza negativa. Serve sinergia e dialogo costruttivo nella rete dei servizi». «Le Acli cercano di arginare le difficoltà sociali che sono in aumento a Latina ma ora è l’immobilismo a creare scompensi maggiori alle comunità – afferma il direttore provinciale Nicola Tavoletta – questo dato negativo confligge con due positivi: Latina è la seconda città più attrattiva d’Italia per nuovi residenti e la quinta provincia per l’export. Se ci sono indicatori positivi ma la qualità della vita cala, vuol dire che sono i servizi pubblici ad essere carenti. È quindi dovere di tutte le istituzioni, private e pubbliche, formali e informali, fare rete e favorire il più possibile il benessere della popolazione di Latina».

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