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Je suis Charlie, dalla solidarietà al marchio

je-suis-charlieJe suis Charlie è diventato lo slogan di solidarietà alla Francia e alle 12 vittime degli atti terroristici. Una frase nata in maniera semplice e spontanea sui social network e scritta ovunque, dalle piazze agli stadi, che si sta però trasformando in un marchio su magliette, felpe, tazze e portachiavi. Mentre due giovani francesi, per non dimenticare, hanno inventato una app per solidarizzare ancora con le vittime e col paese, anche a distanza di giorni.

Già tantissimi prodotti, t-shirt, adesivi, spille con lo slogan sono in vendita su siti e piattaforme internet. A solo pochi giorni dalla strage nel settimanale Charlie Hebdo, l’Istituto francese per la proprietà intellettuale ha ricevuto oltre 50 richieste di registrazione del logo ‘Je suis Charlie’. Nelle ore successive all’assalto al giornale, mercoledì scorso, sono stati registrati anche i domini internet jesuischarlie.fr, jesuischarlie.com e jesuischarlie.org.

Insomma, c’è chi non si tira indietro davanti a nulla. Alcune piattaforme come eBay e Amazon si sono impegnate, nel primo caso, a versare i proventi al settimanale Charlie Hebdo, mentre l’azienda di Jeff Bezos ha affermato che non incasserà le commissioni sui prodotti ‘Je suis Charlie’. Altre hanno ritirato i prodotti dalle loro boutique on-line. Al di là di queste iniziative, resta complicato controllare tutti i rivenditori. Una iniziativa gratuita e in ricordo delle vittime, è stata invece lanciata da due giovani francesi. Hanno ideato l’app ‘Je suis Charlie’ in cui sono visualizzate le persone che in tutto il pianeta hanno espresso solidarietà scaricando l’applicazione. Al momento sono circa 90mila. Si può aggiungere la propria adesione cliccando sul logo ‘Je Suis Charlie’, che oltre alla frase mostra una mano con in pugno una matita. Una piccola curiosità: affinchè fosse velocemente ammessa sul negozio digitale di Apple – solitamente ci vogliono un paio di settimane di vaglio – i due ideatori hanno scritto una e-mail direttamente a Tim Cook. L’amministratore delegato di Cupertino ha velocizzato la pratica, infatti domenica era già disponibile sull’App Store.

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