Morphe Arreda

Rapinatore ucciso, chiesta l’archiviazione per il gioielliere. Negozio chiuso per lo choc

16/01/2018 di

La procura di Pisa ha chiesto il giudizio immediato per i tre rapinatori che insieme a un complice, Simone Bernardi, rimasto ucciso, assaltarono una gioielleria nel centro cittadino il 13 giugno scorso. Contestualmente la procura ha riconosciuto la legittima difesa di Daniele Ferretti, il commerciane che sparò uccidendo Bernardi, e ha chiesto l’archiviazione. Lo ha reso noto il procuratore Alessandro Crini.

«Ai malviventi abbiano contestato anche il reato di tentato omicidio in concorso – ha spiegato il magistrato incontrando i giornalisti – oltre che la tentata rapina e il porto abusivo di armi. La perizia balistica dei nostri consulenti ha infatti stabilito che il commerciante Daniele Ferretti sparò con la sua pistola legalmente detenuta successivamente ai colpi esplosi dai rapinatori».

Simone Bernardi entrò nel negozio insieme a Gabriele Kiflé, di Aprilia (Latina) come il complice deceduto, il quale secondo la ricostruzione degli inquirenti fece fuoco per primo. All’esterno rimase il pisano Marco Carciati, mentre Daniele Masi, di Pomezia (Roma), è ritenuto colui che effettuò i sopralluoghi prima del colpo.

Tuttavia la procura ha contestato a tutti e tre, fermati poi dai carabinieri il 20 luglio, gli stessi reati in concorso tra loro. I tre sono tuttora in carcere. Il commerciante ha invece cessato la sua attività il 31 dicembre scorso, in seguito allo choc subito dopo la rapina. In passato era già stato aggredito e ferito nel suo negozio a scopo di rapina.