MINACCIA UNA STRAGE, ARRESTATO UN IMPRENDITORE DI TERRACINA

08/09/2010 di

«Polizia e carabinieri hanno evitato una strage. L’uomo arrestato avrebbe ucciso quattro persone: il cognato, la cognata, la loro figlia e il suo stesso figlio, che ha seguito la madre quando è andata via di casa, circa un mese fa». Così il questore di Viterbo, Giancarlo Urti, durante una conferenza stampa in cui ha ricostruito l’operazione che ha portato all’arresto di un ex agente immobiliare di Terracina, che oggi è arrivato a Viterbo con l’intento di uccidere la moglie che, a seguito di una lunga serie di maltrattamenti, lo ha lasciato e si è rifugiata in una località tenuta segreta dagli investigatori.

maurizio_longariniL’uomo, Maurizio Longarini, 58 anni (foto Ontuscia), in mattinata era partito da Terracina diretto a Viterbo. A Latina ha acquistato una pistola calibro nove e una trentina di proiettili. Lungo la strada l’ha provata sparando un colpo; il bossolo è stato ritrovato all’interno della sua auto. Giunto in città, ha atteso che qualcuno entrasse nel palazzo in cui risiede il fratello della moglie per entrare senza annunciarsi. Il caso ha voluto che fosse la nipote la prima ad arrivare: non appena la ragazza ha aperto il portone, si è infilato dentro e l’ha preceduta sulle scale.

La giovane, intimorita, ha chiamato il 112 con il cellulare. Una mossa che, molto probabilmente, ha salvato la vita a lei, ai genitori e al cugino. Entrato in casa, l’uomo ha appoggiato la canna della pistola sulla fronte della cognata e le ha intimato di dirgli dove si trovasse la moglie. Al suo rifiuto ha premuto il grilletto. Il colpo non è partito perchè, come ha ammesso egli stesso durante l’interrogatorio, si era dimenticato di armarla e non c’era il colpo in canna.

A quel punto, come hanno spiegato il capitano Marco Ciervo, comandate della compagnia dei carabinieri, e il capo della Mobile Fabio Zampaglione, sono risuonate le sirene della polizia e dei carabinieri e l’uomo si è dato alla fuga. In fondo alle scale ha incontrato il figlio che rincasava. «Ora ti ammazzo» gli ha urlato puntandogli la pistola contro. Ma l’incalzare delle sirene lo ha fatto desistere dal proposito. È stato arrestato poco dopo, nascosto sotto un’auto in sosta, con la pistola ancora in pugno. È accusato di minacce aggravate e porto illegale di armi. Il Pm, che ha convalidato l’arresto, valuterà nei prossimi giorni se contestargli anche la tentata strage.