TANGENTI, ARRESTATI UN GIUDICE TRIBUTARIO E UN CONSULENTE TECNICO DI LATINA

08/04/2010 di

Una tangente da 40 mila euro per aggiustare una sentenza. È questa la richiesta avanzata, ma non andata a buon fine, ai legali milanesi della Ge
Betz, società di Frosinone del gruppo General Eletric, da un giudice e da un consulente della sezione distaccata di Latina della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, finiti oggi in carcere con l’accusa di tentata concussione. Ad incastrarli la videoregistrazione della ‘trattativà andata fallita.

Questa mattina la Guardia di Finanza di Milano ha arrestato, su ordine del gip Guido Salvini, Eugenio Mariani, consulente di 43 anni, originario di Napoli, e Saverio Masi, giudice tributarista romano di 75, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai pm Maurizio Romanelli e Stefano Civardi. Le fiamme gialle hanno inoltre effettuato una serie di perquisizioni, anche nella sede di Latina della commissione tributaria, dove hanno sequestrato le carte inerenti alle pratiche definite dai due: il sospetto è che ci siano altri episodi di concussione o corruzione.

A far finire in cella i due, una ‘trappolà tesa dagli avvocati della società, lo scorso 24 novembre: hanno registrato in audio e in video la richiesta di denaro. Quel giorno nella sala riunioni dello studio di via Vittor Pisani, Mariani, che qualche tempo prima aveva contattato il consulente di parte per ‘sondare il terrenò, aveva proposto il pagamento da parte della società di una mazzetta di 40 mila euro. E ciò per consentire, grazie una consulenza da lui firmata, esito favorevole del procedimento d’appello ancora da definire, dopo che in primo grado era stato respinto il ricorso della Ge Betz contro una contestazione della Gdf che riguardava la detrazione di interessi passivi su un finanziamento infragruppo di oltre 23 milioni di euro.

La richiesta, peraltro «esplicita», di Mariani prevedeva un versamento cash di 20 mila euro qualche giorno dopo, mentre il resto, come riporta l’ordinanza del giudice, sarebbe stato pagato «a seguito di una fattura con incarico retrodatato per una finta consulenza presentata alla Ge Betz da una società inglese che lo stesso Mariani avrebbe indicato».

Dopo l’incontro, Mariani cercò di contattare di nuovo i legali per accordarsi sulla consegna, ma inutilmente: il 28 novembre venne presentata la denuncia con allegata la registrazione della conversazione, in cui in un passaggio Mariani dice a uno dei due avvocati: «Io venerdì le faccio arrivare la proposta… lei mi da l’accettazione … e la metà dell’importo…. E poi facciamo il resto…». Ma prima di procedere agli arresti, i magistrati milanesi hanno aspettato l’esito della sentenza di appello, che il 22 gennaio scorso, quasi a ulteriore conferma della loro ricostruzione accusatoria, aveva dato torto alla Ge Betz. Mariani aveva «ricevuto il rifiuto», aveva «depositato la propria perizia (…) contraria alle ragioni» della società, ‘pilotandò così insieme a Masi l’esito del procedimento.

Ma c’è dell’altro. Perchè il giudice, nel suo provvedimento, osserva: «Un giudizio prognostico negativo si trae anche dalla personalità dei due indagati, desunta non solo dalla natura del fatto delittuoso per cui si procede, ma dalla comune gestione quali ‘soci in affarì di varie attività imprenditoriali, che ha portato anche alle successive iscrizioni per turbativa d’asta per l’appalto da pilotare presso il comune di Craco (Matera), per un’ipotesi di corruzione presso l’Agenzia delle Entrate di Napoli». Episodi, questi ultimi, che sono emersi dalle intercettazioni telefoniche e per i quali verranno trasmessi gli atti alle procure competenti. Masi e Mariani saranno interrogati dal gip a partire da domani. (Ansa)

  1. E’ vero, questo governo fa le leggi per aiutare i delinquenti e non le persone perbene che pagano onestamente le tasse.