Arpalo, Fabrizio Colletti esce dal carcere. Processo il 6 novembre

22/09/2018 di
MaiettaCavicchiColettipresidentiLtcalcio

Fabrizio Colletti lascia il carcere e viene trasferito agli arresti domiciliari. L’avvocato, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Arpalo insieme alla madre Paola Cavicchi, ex presidente del Latina Calcio, e all’ex deputato Pasquale Maietta, ha ottenuto i domiciliari dopo circa 5 mesi di carcere. Il giudice – scrive Il Messaggero – ha accolto l’istanza presentata dal suo avvocato, Leone Zeppieri, nella quale si evidenziava l’attenuazione delle esigenze cautelari a carico dell’indagato.

IL PROCESSO. La prima udienza del processo, con giudizio immediato, è fissata per il 6 novembre. Il giudice Laura Campoli ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dai pubblici ministeri Luigia Spinelli, Claudio De Lazzaro e Giuseppe Bontempo. Sotto accusa Pasquale Maietta, Paola Cavicchi, Fabrizio Colletti, Salvatore Di Raimo, Fabio Allegretti, Giovanni Fanciulli, Pietro Palombi, Roberto Noce, Augusto Bizzini, Max Spiess, Pierluigi Sperduti, Paola Neroni e Ivano Allegretti.

LE ACCUSE. Al centro dell’ indagine Arpalo c’è Pasquale Maietta, promotore e organizzatore dell’ associazione che, attraverso una rete di fiduciari e prestanome, aveva costituito società fittizie in Svizzera e a Latina, che servivano per movimentare ingenti capitali usati per arricchimento personale e per il finanziamento occulto della Us Latina Calcio, che militava nel campionato di serie B e che era stata poi dichiarata fallita. Maietta era già stato coinvolto nell’operazione Olimpia che, alla fine del 2016, aveva fatto emergere una serie di scandali per diverse spese che avrebbe dovuto sostenere la società sportiva di cui era presidente e che invece restavano a carico dell’amministrazione comunale per uno stato di soggezione in cui operavano i funzionari comunali rispetto ai vertici del Latina Calcio.

Contestualmente la Guardia di finanza indagava su reati tributari e societari che avevano portato al sequestro di 2 milioni di euro alla società calcistica. L’operazione di oggi ancora una volta coinvolge la società sportiva, in cui confluiva parte del denaro riciclato in Svizzera.

COME FUNZIONAVA IL SISTEMA. L’intero sistema era ideato proprio dallo studio Maietta. I ricavi derivanti dall’evasione fiscale di cooperative che si occupavano di trasporto finivano nei conti di società anonime svizzere con sede a Lugano presso una fiduciaria che si occupava di gestione patrimoni. Il denaro tornava poi in Italia attraverso bonifici bancari a favore di società speculari a quelle svizzere, intestate a prestanome, che si occupavano di gestione di beni immobili ed erano partecipate da quelle estere. A quel punto il denaro ripulito poteva essere reimpiegato e in diverse occasioni veniva utilizzato per finanziare il Latina Calcio.

Nella stessa operazione è stato effettuato un sequestro per equivalente a carico di alcuni indagati per 40 milioni di euro. Sotto sequestro sono finiti 20 abitazioni, di cui due ville, 19 immobili commerciali, magazzini e autorimesse, tre terreni, otto veicoli, sette società, per un valore complessivo di 25 milioni di euro. Nella stessa inchiesta si inserisce poi il suicidio dell’avvocato di Latina Paolo Censi, avvenuto nel 2015. Dopo la tragedia, la squadra mobile aveva trovato nel suo studio un carteggio strappato, che è stato poi ricomposto, in cui si evince che era a conoscenza delle indagini in corso sulle società svizzere e quelle italiane.