Morphe Arreda

Corruzione e riciclaggio, arrestati due finanzieri. Uno si offrì a Maietta come informatore

08/06/2018 di
guardia-finanza

Due finanzieri sono stati arrestati dai colleghi delle Fiamme Gialle di Nettuno per corruzione e riciclaggio di denaro. In tutti gli arresti sono 11, tra loro Riccardo Tomei e Vincenzo Camerota, entrambi finanzieri in servizio presso il Nucleo operativo di Latina, finiti ai domiciliari.

L’inchiesta della Procura di Velletri risale al 2016 e riguarda una serie di verifiche fiscali nei confronti di una società in liquidazione. L’amministratore raccontò di aver conosciuto Tomei e Camerota nel corso di un’indagine antiusura condotta ad Aprilia dalla Guardia di Finanza.

Secondo l’accusa i finanzieri chiesero all’uomo di far transitare somme di denaro sul suo conto corrente in cambio di un compenso. Lui, in difficoltà economiche, accettò iniziando così a ricevere bonifici per circa 60mila euro mensili che lui provvedeva a prelevare in tranche da 3.000 euro per poi, raggiunta la somma complessiva, restituirli a Tomei trattenendo per sé il 4% del totale.

Il denaro, secondo la ricostruzione, proveniva da alcune cooperative riconducibili a un imprenditore milanese. Le coop fornivano manodopera a basso costo eludendo il pagamento dei contributi e delle imposte tanto che agli imprenditori coinvolti nell’inchiesta e colpiti anche loro da ordinanza di custodia viene contestata anche la truffa ai danni dello Stato.

Un sistema di riciclaggio che consentiva a Tomei e Camerota di ricevere, sempre secondo l’accusa, denaro e altri favori come cene, biglietti per partite di calcio e promesse di impiego per i familiari. I due avrebbero anche fornito informazioni sulle modalità più sicure ed efficaci per compiere frodi erariali e su come evitare intercettazioni telefoniche nel corso di indagini di polizia tributaria.

Riccardo Tomei è coinvolto anche in un’altra indagine, l’inchiesta Arpalo, perché si sarebbe offerto a Pasquale Maietta per fornire informazioni sull’inchiesta in cambio di denaro dopo che i colleghi Pirone e Dell’Aversana erano stati scoperti. In quella indagine non fu neppure sospeso, mentre adesso è scattato l’arresto.