Morphe Arreda

FOTO Muralia 20 anni dopo, quei disegni spariti che nessuno dimenticherà. Il writer: Un onore ricordare Giorgio

14/03/2018 di

La notizia del murale salvato dalla pulizia del muro del campo Cos a Latina ha sollevato l’attenzione sul progetto “Muralia” realizzato circa venti anni fa e mai dimenticato. Le edizioni di “Muralia” furono tre, ognuna con un tema diverso. Nel 1997 “Dai colore alla città che vorresti” in via Leone X (dove sono stati cancellati i disegni); nel 1998 “Il futuro oltre il muro” (viale Lamarmora) e 1999 “25 secoli di sport” sul muro di cinta dello stadio su via Villafranca, già demolito.

“Tutte le edizioni – ricorda Gianmarco Proietti – furono organizzate dal giornale “NOI. Un modo di dare voce a chi non ha voce“, il cui primo numero uscì in tremila copie nell’ottobre del 1991 e l’ultimo ad aprile del 2005.

“Mi piace ricordare – spiega Marco Cinotti – un bel periodo per la nostra Latina, piena di vita e con tanti giovani per le strade e non dietro ad uno schermo. Sono passati 20 anni da quel bel periodo, 20 anni di “colore” che hanno reso speciale un angolo di Latina. Condivido con voi un paio di mie foto personali quale ricordo di tale periodo”.

Grazie a Marco Cinotti possiamo pubblicare alcune foto dell’epoca e siamo pronti ad aggiungere altre immagini e ricordi che ognuno può inviare a redazione@latina24ore.it oppure attraverso la pagina Facebook di Latina24ore.it.

IL WRITER, 20 ANNI DOPO. L’autore del murale dedicato a Giorgio Valenza si chiama Ruggero Taschini. Oggi, leggendo Latina24ore.it, ci ha lasciato un commento: “Sì quel certo Ruggero “Roger” sono io. È stato per me un onore poter esprimere visivamente il messaggio d’amore che gli amici di Giorgio hanno voluto lasciare…“.

Il murale “salvato” è dedicato a un ragazzo di Latina morto a 19 anni, Giorgio Valenza. Era il 25 gennaio 1998. Giorgio tornava a casa dopo una serata in discoteca, al Dada, insieme ad altri amici. L’incidente avvenne sulla strada Litoranea. Gli amici che erano in auto con lui si salvarono, ma Giorgio morì.

Il suo ricordo vive oggi anche attraverso quei colori.