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Giornalista aggredito, Roberto Spada fermato dai carabinieri

Roberto Spada è stato fermato dai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia. A quanto si è appreso i militari hanno eseguito un decreto di fermo emesso dal pubblico ministero in relazione all’aggressione di un giornalista di Nemo.

IL COMPLICE. Aveva un complice Roberto Spada quando ha aggredito la troupe di «Nemo». Si tratta di una sorta di guardaspalle che ora gli inquirenti dovranno identificare e rintracciare. Secondo quanto accertato da chi indaga, al momento dell’ aggressione erano presenti in strada una decina di persone. Nessuna di questa è intervenuta, anzi alcuni hanno imprecato contro i giornalisti della Rai. Domani i pm Giovanni Musarò ed Ilaria Calò, titolari degli accertamenti chiederanno la convalida del fermo al gip. L’interrogatorio di garanzia potrebbe tenersi a partire da sabato prossimo.

AZIONE MIRATA. Un’azione plateale messa in atto davanti a numerosi testimoni al fine di riaffermare la sua figura all’interno del suo territorio. Anche questo atteggiamento, secondo chi indaga, rientra nelle dinamiche tipicamente mafiose messe in atto da Roberto Spada nell’aggressione del giornalista Rai, Daniele Piervicenzi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Spada in un primo momento aveva fatto entrare nella palestra il giornalista con cui aveva scambiato alcune parole. Poi la decisione di spostarsi verso l’ingresso e dopo pochi minuti la violenta testata sferrata davanti ad altre persone. Nell’allontanarsi dal luogo dell’aggressione, il giornalista non ha ricevuto alcun tipo di aiuto da parte dei testimoni che anzi hanno inveito verso di lui. Spada ha colpito, inoltre, l’operatore che era con Piervicenzi, Edoardo Anselmi, che è rimasto lievemente ferito subendo la rottura degli occhiali.

INCHIESTA PROCURA FEDERALE. In relazione ai fatti di cronaca avvenuti ieri ad Ostia, il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha chiesto alla Federazione Pugilistica Italiana un’immediata relazione per quanto attiene alla posizione di tesserati alla Fpi. Il Presidente della Federazione, Vittorio Lai, ha informato il Coni che questa mattina è stato già aperto un procedimento da parte della Procura Federale che ha prontamente avviato un’inchiesta al cui esito saranno presi i provvedimenti che si renderanno necessari. Il Coni, nello stigmatizzare profondamente e decisamente atti e comportamenti violenti, in qualsiasi forma manifestati, è convinto che gli organi di giustizia federali, unici soggetti preposti ad emettere sentenze per l’ordinamento sportivo, daranno al più presto risposte concrete per perseguire quei tesserati che si siano resi colpevoli di episodi deprecabili e inqualificabili.

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