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Credito alle donne vittime di violenza, il progetto di Pangea

Una donazione di 10 euro per supportare l’attività di aiuto delle donne che hanno subito violenza. È l’iniziativa lanciata dalla Fondazione Pangea che per l’8 marzo chiede di sostenere “Pangeaprogettoitalia” e il lavoro dei centri che operano in collaborazione al progetto: richiedendo il bracciale “Nodo” a fronte di una donazione di 10 euro, si sostiene il percorso di uscita dalla violenza e il reinserimento sociale di tante donne in difficoltà.

Dallo scorso anno, infatti, grazie al sostegno di Fondazione Vodafone, nell’ambito del progetto è prevista l’erogazione di microcrediti alle donne che ne faranno richiesta e che avranno compiuto un percorso formativo. I primi crediti saranno erogati a un gruppo di donne seguite dal centro Win di Caserta, permettendo loro di tornare a essere autonome economicamente.

Dopo quasi tre anni di attività di ‘pangeaprogettoitalià, oltre 1000 donne hanno beneficiato delle attività contemplate dal progetto, ricevendo orientamento in merito alla violenza e come affrontarla, e partecipando ai percorsi di recupero dei centri con i quali Pangea collabora: la cooperativa Cerchi d’Acqua di Milano, l’associazione Lilith di Latina, la cooperativa Win di Caserta e il centro antiviolenza de L’Aquila Associazione Donne Melusine.

«Sosteniamo in ogni centro programmi specifici – racconta Ana Maria Galarreta, coordinatrice del progetto – e nel 2010 il lavoro svolto dalle operatrici con il supporto di Pangea ha confermato l’elevato standard professionale e la qualità dei servizi offerti da pangeaprogettoitalia». Le attività finanziate dal progetto sono varie e articolate, e finalizzate a coprire vari aspetti della lotta alla violenza e all’aiuto delle vittime, dal punto di vista legale, psicologico e sociale.

Come il programma finanziato presso l’associazione Lilith, a Latina, volto al recupero del rapporto madre/figlio. Nella casa-rifugio dell’associazione, attraverso percorsi innovativi che coinvolgono l’aspetto alimentare e la pet-therapy, mamme e bimbi ricostruiscono l’importante concetto «prendersi cura di» la cui distruzione causata dai vissuti di violenza può compromettere il rapporto e anche le relazioni sociali esterne al nucleo familiare. Sono 17 i minori a oggi presi in carico dal centro di Latina.

È fondamentale inoltre una psicoterapia a lungo termine per il recupero delle risorse interiori, dell’autostima e per favorire il reinserimento sociale. È il progetto sostenuto da Pangea e realizzato con la collaborazione della cooperativa Cerchi d’Acqua di Milano, che recentemente ha potuto prendere in carico 14 nuovi casi. Anche l’assistenza legale gioca una parte importante, perchè molte donne hanno bisogno di sapere che sono tutelate in caso di abusi, che questi sono punibili dalla legge. Nell’ambito di ‘pangeaprogettoitalià la cooperativa sociale Win di Caserta offre assistenza legale e ha seguito direttamente, dal 2008, 35 casi.

La Fondazione, dal 2010 supporta anche il centro antiviolenza de L’Aquila, Associazione delle Donne Melusine,
che aveva interrotto le proprie attività a seguito del terremoto. Il centro ha continuato a operare anche nelle tendopoli, e grazie ai finanziamenti di Pangea, ora ha ripristinato una nuova sede operativa.

Prosegue inoltre, l’attività dello Sportello Antiviolenza online, che affianca ‘pangeaprogettoitalià, con un servizio di orientamento e consulenza tramite il forum aperto a quante hanno domande, dubbi o hanno bisogno di un consulto in merito a questioni di violenza subita. A rispondere sono le professioniste dei centri inseriti nel progetto. Il forum conta attualmente 356 iscritte e 13 mila contatti in soli due anni di attività.

Ma anche i centri hanno bisogno di aiuto. Il lavoro che svolgono è messo a dura prova dalla mancanza dei finanziamenti che nel 2010, complice la crisi, ha causato in tutta Italia la sospensione di alcuni programmi con effetti negativi sulle donne seguite. «Anche molte operatrici dei centri con cui collaboriamo hanno dovuto ridurre
e in alcuni casi addirittura sospendere i propri compensi, per poter dare continuità alle donne che erano inserite nei percorsi riabilitativi – afferma Luca Lo Presti, presidente di Fondazione Pangea – è importante riconoscere il ruolo dei centri antiviolenza e sostenerli, contribuendo attivamente a ‘pangeaprogettoitalià, perché ogni donna sottratta alla violenza è una risorsa acquisita per tutta la società».

 

 

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