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Il Governo taglia il 50% dei fondi per i parchi, è protesta

I direttori di molti parchi nazionali, tra i quali il Circeo, aderenti all’Aidap (associazione italiana direttori e funzionari aree protette) chiedono urgenti risposte alla politica sul taglio del 50% dello stanziamento previsto dalla legge 122 del 2010, dopo la riunione che si è svolta il 19 e 20 novembre sul tema della crisi dei parchi.

«Dove sono i soldi del 2010? – chiedono in un comunicato – ancora non sono pervenute le risorse che il Ministro dell’Ambiente ha proposto al Parlamento, che ha approvato, quando arriveranno, quando i parchi saranno pignorati per insolvenza? A tutti questi
dubbi i direttori di parco nazionale vorrebbero cortesi urgenti risposte dalla Politica. Quella Politica chiamata a lavorare per il bene del Paese, in tempi difficili, facendo scelte chiare e trasparenti, in modo che l’opinione pubblica possa capire chi sta chiudendo i parchi e perché, e farsi un proprio autonomo giudizio».

All’assemblea hanno partecipato la quasi totalità dei direttori di parco nazionale e quelli di molte altre aree naturali protette, come informa la nota: il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, il presidente del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Gigi Sacchini, il presidente di Aigap (associazione dei guardiaparco) Alberto Dominici, il presidente di associazione394 Elio Tompetrini, il portavoce di Unione per i Parchi e la Natura d’Italia Maurilio Cipparone, Rita De Stefano dell’Istituto Pangea, il presidente di Aidap Nino Martino.

I parchi nazionali presenti alla riunione erano Gran Paradiso, Val Grande, Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Appennino Tosco-Emiliano, Foreste Casentinesi, Monti Sibillini, Gran Sasso-Laga, Arcipelago Toscano, Cilento, Circeo, Pollino, Sila, Aspromonte.

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