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Gaeta, individuato a 60 metri di profondità il relitto del peschereccio disperso

elicottero-guardia-costiera-latinaDopo quasi 72 ore di ricerche ininterrotte da parte dei mezzi navali ed aerei della guardia Costiera, è stato individuato il relitto del peschereccio Rosinella, disperso nella notte tra martedì e mercoledì dopo essere partito dal porto di Formia con a bordo il comandante Giulio Oliviero di Ercolano e due marinai di origine tunisina. Lo rende noto la Direzione Marittima del Lazio.

Determinante – fa sapere la guardia costiera – l’attività della nave Chioggia della marina Militare che, grazie all’impiego del sonar, ha dapprima localizzato il relitto a 8,6 miglia dalla costa antistante Gaeta su fondali di oltre 60 metri, e poi, con il Rov (remote operated vehicle) lo ha identificato.

«Le immagini con la scritta sul mascone di prua del nome del peschereccio – è aggiunto – hanno infatti fugato ogni dubbio, riscontrando quelle che erano le convergenti ipotesi investigative seguite dalla direzione marittima del Lazio. Non è stato tuttavia possibile acclarare la presenza al suo interno dei tre marittimi che si trovavano a bordo, il comandante e i due tunisini, Sassi Khalifa, e Sassi Saipeddine, imbarcati come mozzo e marinaio, tutti residenti ad Ercolano. Le condizioni torbide e l’elevata profondità hanno reso infatti impossibile ottenere alcuna certezza in tal senso».

Dopo avere informato i familiari e la competente autorità giudiziaria di Cassino sul rinvenimento, proseguono le ricerche dei tre, «nella seppur remota ipotesi che fossero riusciti a lasciare l’imbarcazione prima dell’affondamento». Proseguiranno quindi fino a tutta la giornata di oggi le perlustrazioni di superficie e aeree da parte di mezzi e uomini della guardia costiera, mentre la nave Chioggia, sempre con l’ausilio del rov, proverà nuovamente a verificare l’eventuale presenza dei tre dispersi all’interno dell’imbarcazione.

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