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Circolo Filò, presentazione del libro di Marco Peano

circolo-filoSabato 28 marzo, a partire dalle 19.30, presso la libreria Storie in via Carlo Armellini 24 a Latina, ci sarà la presentazione de L’Invenzione della Madre, scritto da Marco Peano, edito da Minimum Fax, uno dei romanzi di punta della narrativa italiana del 2015.

Insieme all’autore, per discutere intorno ai temi sollevati dal libro, ci saranno anche Graziano Lanzidei, del Circolo Filò, e Renato Chiocca, regista e organizzatore culturale.

Il Circolo Filò è il nome che un gruppo di appassionati, riunitisi intorno ad un’idea di Graziano e Massimiliano Lanzidei, si è voluto dare richiamandosi alla tradizione orale, locale – il filò che facevano i coloni nelle stalle o sui ponti d’ingresso dei poderi – ma non solo. Da sempre, proprio dai preistorici ‘filò’ che si tenevano all’interno di una caverna, intorno al fuoco acceso per tenere lontane le bestie, sono le Storie ad affascinare l’uomo, sotto qualsiasi forma si manifestino: romanzi, fumetti, film, serie tv, opere teatrali, canzoni, arti figurative. Circolo Filò si propone, con le sue iniziative, la fruizione tutti i tipi di arte che raccontino una storia, sia essa narrata con parole su carta, disegnata, dipinta, scolpita, danzata, filmata, digitalizzata, fotografata, recitata, cantata e suonata, unitamente a tutte le forme di riflessione sulla stessa, invitando chi produce le storie a raccontarne i segreti, o semplicemente parlandone, fra quelli che hanno visto e ascoltato.
L’INVENZIONE DELLA MADRE. Trama. Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

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