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Roma, Sparagna porta i canti popolari all’Auditorium

Un’inedita celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso
l’esecuzione di canti popolari di tutte le regioni. È ‘La ChairaStellà, progetto originale di Ambrogio Sparagna, che farà risuonare, il 4 e il 5 gennaio, in due concerti diversi tra loro, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, i più famosi canti natalizi della tradizione italiana elaborati per l’Orchestra
Popolare Italiana, conservando lo spirito originario con cui queste antiche preghiere popolari cantate furono composte.

Particolarità di questa di questa edizione, che cade in occasione del
Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, è l’attenzione speciale rivolta ai quei repertori di canti popolari sacri che con la loro pratica diffusa dal Sud a Nord, a partire dagli inizi del XIX secolo, hanno contribuito sensibilmente a favorire l’integrazione dell’Unità nazionale.

Il 4 gennaio in Sala Sinopoli alle 21 una ventina tra giovani voci e strumentisti provenienti da varie regioni animeranno l’Orchestra caratterizzandone il repertorio. E tra questi spiccano la goriziana Gabriella Gabrielli, il napoletano Gianni Aversano, i siciliani Mario Incudine e Eleonora Bordonaro, il «cuntastorie» abruzzese Antonio Crocetta, Orlando ed Eliseo Mascia, padre e figlio di Maracalagonis (Cagliari), straordinari interpreti del repertori di launeddas sarde.

E ancora le zampogne «melodiche» del molisano Aldo Iezza, le zampogne «a paro» di Antonio Vasta di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) e le grandi zampogne «giganti» del più bravo maestro costruttore di zampogne, il giovane Marco Tomassi di Cassino (Fr). Il suono degli strumenti a bordone è arricchito dalla presenza delle tante cornamuse tipiche dell’Italia del Nord, affidate a Raffaello Simeoni, pluristrumentista e grandi virtuoso di fiati popolari, e dalla ghironda e dalla «torototela» (violino a tromba) di Erasmo Treglia, eclettico pluristrumentista.

L’Orchestra si arricchisce inoltre della presenza di altri giovani strumentisti fra cui «i ciociari» Lucia Cremonesi (viola) e Diego Micheli (contrabbasso), i campani Clara Graziano (organetto) e Cristiano Califano (chitarra e chitarra battente), i pugliesi Riccardo Laganà (tamburelli) e Silvia Gallone e la tamburellista di Gaeta (Lt) Valentina Ferraiuolo.

Questo grande e originalissimo organico strumentale accompagnerà un grande Coro popolare diretto da AnnaRita Colajanni, composto da una ottantina di elementi, risultato dei Laboratori realizzati nei mesi di novembre e dicembre all’interno delle attività dell’Auditorium Parco della Musica. Il repertorio comprenderà villotte, gighe, gosos, cunti, pastorali, novene. Questa ricchezza di interpretazioni vocali, nelle varie lingue dialettali, sarà sostenuta dagli accompagnamenti strumentali dell’Orchestra Popolare Italiana, caratterizzati dall’uso particolare di strumenti «a
bordone» tipici, come le zampogne giganti, le launeddas, le pive, le ghironde.

Il 5 gennaio in Sala Sinopoli alle 21, al posto del coro popolare, lo spettacolo si caratterizzerà per la partecipazione speciale di uno straordinario Coro di voci bianche composto da oltre un centinaio di ragazzi provenienti delle scuole elementari di Vittoria (Ragusa), Pontinia e Maranola (Lt) che Ambrogio Sparagna ha selezionato in questi mesi e
preparato in collaborazione con il corpo docente di ogni scuola appositamente per la quarta edizione della Chiarastella 2011, per dare vita a uno spettacolo improntato anche sui canti infantili della Natività.

L’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma diretta da Ambrogio Sparagna è un organico di oltre trenta elementi, caratterizzato al suo interno dalla presenza importante di strumenti musicali tipici della tradizione popolare italiana. Nel corso di appena quattro anni, l’O.P.I. ha realizzato una serie di importanti progetti, raccogliendo dovunque grandi, anche in ambito internazionale, da Copenhagen a Guadalajara, da Pechino a Lisbona, da Bucarest alla Normandia .

L’Orchestra si configura come un’originale officina progettuale per la valorizzazione, la rielaborazione e la diffusione della tradizione orale, mediante la produzione di programmi originali dedicati sia ai repertori regionali, sia alle forme
e ai generi del folklore nazionale. L’Orchestra collabora di volta in volta con musicisti e artisti provenienti dal territorio dando vita a progetti speciali.

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