Morphe Arreda

Regione, arrivano le pagelle per i dirigenti sanitari

04/07/2013 di

Pagelle per i dirigenti sanitari (e i bocciati potranno essere rimossi); vertici delle Asl e degli ospedali presi esclusivamente da una lista compilata, sulla base del merito, da una commissione esterna dopo un bando pubblico tutto on line. E anche un fitto programma di appuntamenti da qui all’autunno per dare il via, già nel primo anno di governo, alla sua «rivoluzione della sanità».

Che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti non stia scherzando lo si capisce da come, al termine di una conferenza stampa, riprende in mano il microfono per dirla chiaro e tondo: «Non chiedete raccomandazioni, perché io non le faccio -ha scandito- Basta promuovere una classe dirigente che va avanti solo su raccomandazione. Avviso ai naviganti: la Regione Lazio ha chiuso le porte».

Oggi a mezzogiorno scadevano i termini per presentare le domande del bando per direttore generale delle Asl, degli ospedali e delle Ircss del Lazio. Su quasi mille aspiranti, le domande in regola sono risultate alla fine 663. Ora una commissione composta da esperti indicati dall’Agenas (tre su tre – più di quanti ne richieda la legge) dopo aver esaminato i titoli e aver sottoposto a colloquio gli aspiranti manager, così come avviene nelle grandi aziende, ridurrà i nomi a cinquanta. Un elenco, pronto probabilmente per l’autunno, dal quale la Regione potrà scegliere i nuovi direttori generali quando questi andranno a scadenza o sarà necessario sostituirli o commissariarli. La parola d’ordine, insomma, è «trasparenza», oltre a «meritocrazia».

Perchè la novità è che, dopo tanti annunci, arrivano le ‘pagellè per i manager sanitari, che riceveranno un voto da 0 a 100 sulla base di indicatori chiari (tempi d’attesa per un’operazione, numero di parti cesarei etc). Chi resterà sotto il 70 potrà essere rimosso. I direttori più bravi, invece, quelli che riusciranno non solo a far quadrare i conti ma soprattutto si distingueranno «nelle performance di innovazione e difesa del diritto alla salute», cioè offriranno cure migliori, ha spiegato Zingaretti, troveranno in busta paga un premio del 7%: «È una vera rivoluzione, vogliamo far capire che non scherziamo» ha aggiunto il presidente. Che nei prossimi mesi ha fissato una ‘road map’ delle sue politiche sanitarie: il 23 luglio sarà audito dalla commissione Sanità del Consiglio regionale presieduta da Rodolfo Lena, primo passo verso «una legge quadro condivisa nel secondo semestre dell’anno»; due giorni dopo in Regione si terrà un «primo appuntamento collegiale con gli operatori per presentare la nostra idea di diritto alla salute».

Attorno alla metà di settembre, invece, ci sarà «un grande convegno tematico su sanità di territorio, integrazione sociosanitaria, sanità domiciliare e prevenzione, i quattro capisaldi del nuovo modello». Sarà presente, sia a luglio che a settembre, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, con cui Zingaretti ha sostanziale identità di vedute: una circostanza che gioca a favore del primo obiettivo che