Calcio, il Latina perde ancora e i tifosi delusi abbandonano lo stadio

26/03/2014 di
Breda

Non c’è due senza tre. A rigor di pensiero poco filosofico legato al pronostico dei detti popolari il risultato di Latina – Pescara era già scritto. Ma “il pallone è rotondo”, “sul campo si sta in undici contro undici” e “vuoi che Paolucci non segni manco stavolta?”. Paolucci non ha segnato manco stavolta e è uscito dal campo tra fischi e nacchere di scontento. E neanche Jonathas o Crimi o Ristovksi e compagnia nerazzurra hanno segnato.

Il Latina perde. Per la terza volta consecutiva. E vai di rimbrotti e tifosi delusi che abbandonano il proprio posto sulle tribune prima che l’arbitro Cervellera di Taranto fischi la fine della partita. Tanto, verso la fine, il risultato s’era messo sul 2 a 0 in virtù della rete di “Diego Lionel MaraMessi” Brugman che aveva superato in velocità tre avversari pontini prima di approfondire il sorpasso su Iacobucci con un preciso tocco del piede sinistro. Arrisentirci coi sogni promozione, dunque. Perché il Latina ha un bel po’ da risentire e rivedere prima di fare il passo più lungo della gamba. A partire dalla sterilità dell’attacco che stasera aveva ritrovato Jonathas dopo l’assenza nel tracollo di Modena. Al fianco di Joanthas, bisogna dirlo, non c’era nessuno. Almeno sul campo. Perché secondo la distinta di gara il brasiliano era accompagnato da Michele Paolucci. Michelepaoluccichi?! Inesistente l’ex attaccante del Siena. Si fa notare solo quando segna a gioco fermo con una scivolata alla Oliver Hutton mentre Schiavi bestemmiava tutti i paradisi per il dolore al ginocchio infortunato. Poi più niente. Mutismo calcistico. E quando Breda manda in campo Ghezzal la storia non cambia.

Il Pescara diventa spavaldo sull’uno a zero di Caprari (un gran gol al volo col piede sinistro). I pontini reagiscono e Pellizzoli si ricorda di essere un predestinato dai tempi dell’Atalanta e salva il risultato sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Brosco. Poi una meta rugbistica di Alhassan e l’espulsione di Crimi. Appunto: l’espulsione di Crimi: quella che taglia i lacci delle scarpe nerazzurre. Alla fine c’è tempo pure per una rissa sfiorata tra il vicepresidente del Latina Pasquale Maietta e il giovanissimo attaccabrighe Cosic. E poi si va sotto la doccia con tanto rammarico e la volontà di rialzarsi già dalla gara di sabato prossimo contro il Carpi quando non varranno conti matematici e detti popolari.

  1. se ne vadano pure, quelli non sono tifosi. Facile seguire la squadra quando si è in serie B e si vince

  2. Bravo…haran via i tifosi occasionali che portano solo sfiga… e anche se nn andiamo in A complimenti alla squadra e hai veri tifosi tutto il resto e’ noia

  3. Campanari, quante partite di calcio hai visto ? Di calcio, non di eccellenza, promozione e prima categoria …..

  4. non sono tifoso occasionale, pago in tribuna e vado in trasferta, quando vedo cose del genere, mi alzo e me ne vado…paolucci è una sola totale.

  5. Quanto mi dispiace per questa sconfitta!
    3 settimane fa eravamo ad 1 punto dalla serie A e adesso dobbiamo preoccuparci per la rimonta delle squadre che stanno in zona retrocessione.
    Anche nel girone d’andata ci furono 3 sconfitte di seguito ma poi i risultati ci sono stati favorevoli; speriamo che questo avvenga perchè la truppa di Breda lo merita.
    FORZA LATINA SEMPRE!

  6. ricordatevi sempre che il nostro sogno iniziale era rimanere in B. non si può dare le colpe a nessuno. la società ha messo su una squadra da serie A davvero, i giocatori sono fortissimi (i migliori a gennaio li abbiamo presi noi e poche altre). solo che ultimamente ammonizioni ed espulsioni a iosa e soprattutto quello che preoccupa è che traballa quella che fino ad adesso è stata la nostra certezza, la Difesa. il mister secondo il mio umile parere non sta riuscendo a gestire le “nuove squadre rinforzate” e poi davanti quel Paolucci tanto sognato è diventato un vero incubo. comunque la testa della classifica è cortissima. due vittorie e si vola di nuovo.
    Ragazzi che ne pensate di Sanderra x la fine del campionato, se le cose continuano così?

  7. Questa è la carriera di Paolucci

    2005-2006 F.C. JUVENTUS A 0 –
    2006-2007 ASCOLI CALCIO A 32 6
    2007-2008 UDINESE CALCIO A 2 –
    01/2008 ATALANTA CALCIO A 9 –
    2008-2009 CATANIA CALCIO A 26 6
    2009-2010 A.C. SIENA A 10 2
    01/2010 F.C. JUVENTUS A 4 –
    2010-2011 A.C. SIENA B 1 –
    01/2011 U.S. PALERMO A 2 –
    2011-2012 VICENZA CALCIO B 39 9
    2012-2013 A.C. SIENA A 10 2
    2013-2014 A.C. SIENA B 18 4
    01/2014 U.S. LATINA B 9 1

  8. la serie A costa e i vari Carmine, Giuseppe e cugini vari che finanziano hanno dato lo stop

  9. X Roberta… io scrivo come mi pare ok non serve il tuo commento ok miss scuola de sta ceppa

  10. Bravissimo poldo… condivido pienamente con te…. e tutto il resto e’ noia

  11. Paolucci imbarazzante! Mi chiedo come può un giocatore del genere giocare in campionati di serie A o B?

  12. Forse se i tifosi la smettessero di insultare arbitri e guardalinee dagli spalti questi si innervosirebbero di meno.

    Non che negli altri stadi non capiti, ma quello di Latina ha gli spalti delle tribune molto a ridosso del campo ed il tifo dovrebbe essere più caloroso, assordante e diretto ad incitare la squadra non ad insultare questo o quell’altro.

  13. A inizio stagione chiunque avrebbe firmato per un risultato che oggi vediamo nel tabellone della classifica. Purtroppo quando si assaggia lo champagne si fa fatica ad abituarsi al tavernello. Le voci (anche da parte di commentatori televisivi nazionali) di esaltazione, sul “nuovo” stadio, sugli acquisti futuri, hanno sollevato le attenzioni sulla nostra realtà ma creato altre condizioni di pressione sui giocatori e sul mister. A Breda però vanno imputate delle responsabilità. Prima di tutto il gioco: contro squadre tecniche il Latina non vince più perché le manca il “giro palla” a centrocampo. Secondo la scelta dei giocatori: insistere su Paolucci è oggi come è stato all’inizio con Ghezzal, inutile accanirsi; Paolucci non riesce a imporsi e commette errori troppo determinanti, si muove ma non incide. Terzo lo schema: va cambiato a volte anche in funzione dell’avversario, disponendo in campo gli uomini secondo necessità. Va riconosciuto a Breda però il merito di aver trovato una base, bisogna solo “aggiornarsi”. Comunque andrà a finire, salvarsi dalla retrocessione era e resta l’obiettivo primario. Crescere con calma significa creare le basi migliori per traguardi sempre più grandi. Forza Latina!

  14. Il problema è che i tifosi non sono abituati a tifare una squadra di serie B! Il tifo viene dal cuore non dalle mazzate e dagli insulti! A 10 minuti dalla fine se ne stavano pure andando!