Clan dei Casalesi, la camorra investiva a Formia in cambio di voti

Nel Lazio investivano in terreni i fratelli Pasquale e Giuseppe Mastrominico imprenditori edili arrestati nel 2011 dai carabinieri nel corso di una operazione anticamorra che svelò importanti retroscena tra accordi tra clan e ambienti politici campani.
In cambio di voti le ditte dei clan si assicuravano appalti pubblici. Soldi che i due imprenditori, attraverso prestanomi reinvestivano anche oltre i confini regionali, in Abruzzo, Toscana e Lazio.
Nel sequestro cautelare ordinato questa mattina dalla procura di Santa Maria Capuavetere, sono stati i sigilli a beni per 40 milioni di euro e, tra questi, anche alcuni nella provincia di Latina e in quella di Frosinone.
A Formia, infatti, sono 17 gli appezzamenti di terreno posti sotto sequestro in aree non propriamente urbane. In provincia di Frosinone, invece, gli investimenti dei due imprenditori vicini al clan dei Casalesi, avevano fatto acquisti a Fiuggi dove erano proprietari di altri quattro terreni. Nelle quattro regioni, invece, sono stati complessivamente 102 gli appezzamenti sequestrati insieme a 86 appartamenti, imprese edili, autorimesse, veicoli e conto correnti.
Si ma il “condizionamento consultazioni elettorali” per chi? possibile che non vengano riportati i nomi dei politici fatti eleggere da questa feccia e da cui probabilmente ricevevano appoggio?
unica soluzione CHIUDERE la galleria a TERRACINA!!!!
Il basso livello della politica locale emerge quando escono queste notizie.
Oltre alla magistratura, deve muoversi la politica.
Perché non c’è un consiglio comunale sulle opere pubbliche e sull’edilizia privata e sui rischi infiltrazione?
Perché a Latina non c’è un Piano Regolatore?
Perché quando si prova a parlarne, saltano consigli comunali e assessori?
Perché si affidano incarichi istituzionali a persone legate al mondo dell’edilizia?