Caso Berardi, l’imprenditore visitato dal Console spagnolo

12/02/2014 di
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Roberto Berardi, l’imprenditore di Latina in carcere a Bata (Guinea equatoriale) dal gennaio 2013, è stato visitato l’8 febbraio dal Console generale spagnolo che non ha notato infermità o «danni fisici apparenti». Lo riferiscono fonti della Farnesina, precisando che l’Italia non ha una rappresentanza diplomatica nel paese africano. La visita del Console generale spagnolo è avvenuta su richiesta dell’ambasciata italiana competente, con sede in Camerun.

In precedenza, il 13 dicembre, l’ambasciata aveva effettuato una visita consolare nel carcere di Bata e in tale occasione Berardi ha avuto l’opportunità di firmare due procure speciali, secondo il desiderio da lui stesso espresso in precedenza. Dopo una serie di interventi presso le autorità della Guinea equatoriale perché al connazionale siano assicurate condizioni di carcerazione rispettose dei diritti umani, il 19 gennaio 2014 e poi nuovamente alla fine dello stesso mese il Corrispondente consolare italiano in pectore si è recato presso il penitenziario per accertarsi delle condizioni di salute e detentive del connazionale.

Le autorità hanno però negato un incontro con Berardi, in regime di isolamento per detenzione illegale di cellulari, ma è stato possibile fargli pervenire cibo, medicine e altri generi di prima necessità (con spese a carico dell’Ambasciata) attraverso altri canali. Le fonti della Farnesina sottolineano anche le diverse iniziative di sensibilizzazione diplomatica sul caso, a partire da una nota verbale inviata al ministero degli Esteri della Guinea equatoriale nell’aprile 2013. L’ultimo intervento è stato compiuto dal vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli che, nel corso della visita ad Addis Abeba per partecipare al Consiglio Esecutivo dell’Unione Africana (27-28 gennaio 2014) – ha sollecitato una soluzione
positiva della vicenda incontrando il Ministro degli Esteri della Guinea Equatoriale, Agapito Mba Mokuy.

Questi ha affermato di conoscere bene il caso e di essere in contatto con il Ministero della Giustizia del proprio Paese, aggiungendo di augurarsi una soluzione positiva. Il Ministro equato-guineano ha però aggiunto una nota di cautela, ricordando che Berardi sarebbe oggetto di indagini concernenti attività illecite in un altro Paese africano (il Camerun).

Berardi è stato arrestato a Bata, il 19 gennaio 2013. Il processo a carico del connazionale, accusato di truffa e appropriazione indebita (1,5 milioni di euro), è iniziato il 21 maggio e si è concluso il 26 luglio con una sentenza di condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione e l’obbligo di restituzione della somma.  Contro la sentenza, ricordano le fonti, non risulta sia stato presentato appello. Del caso si è occupato recentemente il Tg1 con una testimonianza audio di Berardi, corredata da foto che documenterebbero tracce di torture.

  1. l’unico commento possibile è che diplomazia italiana, famosa solo per gli altissimi stipendi, è di gran lunga incompetente a trattare una questione grave, che avrebbe bisogno di ben altra sensibilità “diplomatica”

  2. Ma noi siamo il paese al quale e’ stato permesso di riportare i moro a casa , per poi rimandarli in India,dov’e vogliono condannarli a morte !!!!
    Possiamo riuscire con questo governo aggiungo a riportare a casa uno che addirittura non riesce a vedere nemmeno il console !!!!!