Morphe Arreda

COCAINA CONNECTION, IL LIBRO

18/08/2007 di
La città di Fondi ha ospitato ieri sera la presentazione di «Cocaina Connection», il libro di Orfeo Notaristefano che indaga i rapporti tra ‘ndrangheta e il traffico internazionale di stupefacenti.

 «Un traffico – ha spiegato l’autore – che serve alla mafia per ottenere denaro fresco da reinvestire in attività apparentemente lecite. Lo scenario descritto nel libro è sicuramente inquietante ma non mancano i messaggi positivi, perchè un fatto è conoscere la realtà un altro è arrendersi ad essa».
 Prima di concludere la presentazione Notaristefano ha lanciato un monito spiegando che «oltre all’opera insostituibile di magistrati e forze dell’ordine è necessaria una presenza più forte dello Stato, ma soprattutto un cambio di mentalità».
  1. SICUREZZA STRADALE: PEDICA (IDV), MAGGIORI CONTROLLI ANTIDROGA NELLE DISCOTECHE
    Roma, 20 ago. – (Adnkronos) – “Ogni sera nelle discoteche arrivano fiumi di droga e specialmente dopo le 24 cominciano gli effetti di alcool e stupefacenti. Durante la serata basta un poliziotto in borghese con un cane a verificare quanta droga e’ presente nella discoteca, quindi dopo l’accertamento, se e’ presente la droga si chiude l’esercizio per tutta l’estate. Allo stesso tempo si verifica lo stato di ebrezza dei ragazzi e si dispone una verifica subito all’uscita, prima di salire in macchina”. Lo afferma in una nota Stefano Pedica,capo della segreteria politica dell’Italia dei Valori. “Questo suggerimento non viene da un parlamentare – aggiunge Pedica – ma dai ragazzi che sanno piu’ di noi frenare il fenomeno droga nelle discoteche. Oggi in Sicilia, durante il mio Tour ‘Giro l’Italia dei Valori’ i ragazzi ci indicano la strada da seguire perche’ sono loro a dire che non vogliono morire, e a denunciare che molta polizia prende sotto gamba il problema, a volte lasciando correre. Sono loro a ritenere gravissimo il fatto, chiedono piu’ controllo come migliore forma di prevenzione”. “La polizia – conclude Pedica – conosce luoghi e spacciatori che abitualmente frequentano gli stessi posti. Perche’ non li arrestano? Se sono loro a tollerare, perche’ noi politici gridiamo ‘Tolleranza Zero’? Faro’ appello al ministro dell’Interno perche’ facciano luce su questo increscioso fatto, che, ripeto viene dai giovani e non da noi politici”.

    Questa

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