Morphe Arreda

Elezioni, D’Ottavi: “Mi batterò per la sanità pubblica”

29/01/2013 di
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Lillia D’Ottavi è di nuovo in corsa nelle liste del Pdl alla Regione Lazio. Cinquantaquattro anni, farmacista, la D’Ottavi è stata membro delle commissioni “Vigilanza sul pluralismo dell’informazione”, “Urbanistica”, “Federalismo Fiscale” e “Roma Capitale”. Nei pochi mesi di permanenza al Consiglio regionale del Lazio, l’esponente del Pdl, ha presentato tredici disegni di legge, otto ordini del giorno e una mozione.

“Ho sempre considerato il mio impegno in politica – spiega la candidata del Pdl – come una forma di servizio agli elettori e ai cittadini, ed è per questo che nel corso del mio precedente mandato mi sono sempre battuta affinché la sanità pubblica svolgesse appieno il suo ruolo garantendo i servizi in particolare a coloro che non sono in condizione economica tale da permettersi il ricorso a strutture private”. Dialisi peritoneale e cura dell’endometriosi sono stati alcuni degli argomenti che il consigliere regionale ha seguito con maggiore attenzione.

“La decisione di candidarmi di nuovo – conclude Lillia D’Ottavi – nasce dalla volontà di proseguire il lavoro iniziato nella passata legislatura, portando avanti progetti il cui obiettivo è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini del Lazio e della provincia di Latina. Sono convinta che sia davvero necessario un cambiamento che soltanto una classe politica affidabile può garantire. Se gli elettori desiderano veramente un’inversione di rotta devono tornare a votare per la politica, nel suo valore più alto. Una politica realmente a servizio dei cittadini”.

  1. Ma non era la stessa cosa che aveva detto la Polverini sempre del PDL? Ma hanno preso i cittadini del Lazio così idioti da votare nuovamente una criminale del PDL con le stesse promesse che la precedente del PDL NON ha mantenuto?

  2. Che vergogna! Ha deciso di candidarsi perchè le piace il potere, i soldi (l’ho vista in televisione, se non sbaglio era il programma “Striscia la notizia”, dichiarava di percepire 2.800 euro al mese perchè lei aveva lavorato e quindi anche se era rimasta in Regione solo 6 mesi, tali soldi le spettavano, li considerava una indennità!). In mezzo alla strada vi metterei, a fare la fame come tanti poveretti che non sanno come sbarcare il lunario. Fai la farmacista che è meglio. La politica lasciala fare alle persone capaci che purtroppo non riesco ad arrivare lì in alto perchè questo paese è diventato il paese dei furbi.