MAFIA E USURA, COMUNE DI FONDI ESPRIME «SERIA PREOCCUPAZIONE»

20/02/2008 di
«Seria preoccupazione per la
gravità dei fatti venuti alla luce di recente che ipotizzano in
maniera inquietante l’esistenza sul territorio di organizzazioni
dedite all’usura e ad altre attività malavitose» è stata espressa
ieri sera dal Consiglio comunale di Fondi, convocato dal presidente
Giorgio Fiore, al termine dell’intenso dibattito sulle situazione
dell’ordine pubblico e sull’istituzione della Commissione d’accesso
decisa dal Prefetto di Latina, Bruno Frattasi.

 


 

Nell’ordine del giorno approvato, il consiglio comunale di Fondi
«manifesta seria preoccupazione per la gravità dei fatti venuti alla
luce di recente che ipotizzano in maniera inquietante l’esistenza sul
territorio di organizzazioni dedite all’usura e ad altre attività
malavitose». Inoltre, viene espresso «pieno apprezzamento per i
meccanismi di controllo messi in atto dall’Autorità che testimoniano
l’attenzione dello Stato a difesa di un territorio importante come il
nostro in piena evoluzione e trasformazione socio-economica»,
confermando «la presa di distanza da qualsiasi tentativo di
condizionamento e/o di interferenza malavitosa» e respingendo «nel
modo più assoluto qualsiasi tentativo di associare i recenti arresti
per usura all’azione amministrativa dell’Ente nel rispetto delle
indagini in corso».
 
Nelle settimane scorse, su delega della Dda di Roma, i
carabinieri del comando provinciale di Latina avevano perquisito
alcuni uffici comunali di Fondi sequestrando documenti relativi ad
appalti e concessioni. Inoltre, nei giorni scorsi, nell’ambito della
cosiddetta «Operazione Damasco», si è proceduto all’arresto di
quattro persone, per le quali sabato scorso sì è svolta l’udienza di
convalida dell’arresto presso il Tribunale di Latina. In carcere sono
rimasti il 39enne immobiliarista Massimo Anastasio Di Fazio, il 72enne
operatore commerciale Vincenzo Garruzzo e il 37enne commerciante
Domenico Capotosto. Agli arresti domiciliari il 48enne imprenditore
Giuseppe De Carolis. Per tutti l’accusa ancora in piedi è di usura
aggravata dal metodo mafioso. Gli investigatori della Dda di Roma,
tuttavia, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, più in generale
stanno procedendo per le ipotesi di associazione a delinquere di
stampo mafioso finalizzata all’abuso di ufficio e alla corruzione.
 
Il testimone chiave dell’inchiesta, l’ex assessore
ai Lavori Pubblici del Comune di Fondi, l’avvocato Riccardo Izzi, in
una conferenza stampa svoltasi lunedì scorso ha parlato di un
«comitato d’affari» e ha puntato sull’indice sul vertice
dell’amministrazione.
L’indagine rientra nell’ambito dell’attenzione che le forze
dell’ordine hanno rivolto al Sud Pontino ed alle infiltrazioni di
stampo mafioso. Rifondazione comunista, attraverso il capogruppo alla
Regione Lazio Ivano Peduzzi, ha chiesto la convocazione di un
Consiglio regionale straordinario sull’argomento. Il prefetto di
Latina, Bruno Frattasi, il 12 febbraio scorso ha nominato una
Commissione di accesso e accertamento per il Comune di Fondi, allo
scopo di accertare eventuali collusioni dell’amministrazione locale
con organizzazioni criminali.
 
La Commissione svolgerà infatti un’attività di carattere
ispettivo, prevista dalla normativa antimafia a garanzia della
trasparenza delle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici
locali. L’organismo è composto da Antonio Contarino, viceprefetto in
servizio a Messina; Caterina Amato, viceprefetto di Latina; Natale
Emanuele Maugeri, vice questore vicario di Latina; Mauro Giacona,
tenente dei carabinieri, e da Giovanni D’Onorio De Meo, capitano della
Guardia di Finanza. La commissione ha 90 giorni di tempo dal decreto
di nomina, emesso l’11 febbraio, per adempiere il proprio incarico.