Elena Santarelli parla dello zio suicida: Gesto folle ma d’amore. Manca l’assistenza
«Per 37 anni assistere Daniela è stata la sua vita, ha anche lasciato il lavoro. Si è sempre battuto per una legge sui caregiver che funzioni davvero. E’ crollato quando ha scoperto di avere il Parkinson: ha capito di non poter più sostenere la figlia e di diventare un peso per la moglie. Un gesto folle, ma d’amore». Lo dice Elena Santarelli a Repubblica parlando di una sua vicenda personale legata al suicidio dello zio, avvenuto nel centro di Latina.
«Non ci sono – spiega Santarelli – abbastanza strutture adeguate che permettano ai genitori di respirare. Non c’è l’assistenza di una persona formata che viene a casa e dice: signora vada a lavorare, prenda un caffè, per 5 ore sto qui con sua figlia. Daniela ogni tanto può andare al Centro Armonia a Latina, sovvenzionato dalla Regione, ma c’è una lista di attesa imbarazzante».
Che tipo di supporto serve? «Il supporto nell’adesso, non la legge sul dopo di noi. Quello è un altro problema. Se un caregiver non si cura viene logorato, lo stress può uccidere a livello cerebrale».
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.