IL PAPA ALLA SAPIENZA, FINE DI UNA DEMOCRAZIA

17/01/2008 di
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di uno studente universitario di Latina in merito al caso della visita del Papa alla Sapienza di Roma, evento annullato dopo una serie di polemiche. 

 
di ANDREA FABBRI *
 

Il
primo articolo della nostra costituzione cita: “L’Italia è una Repubblica
democratica, fondata sul lavoro”.

Occorre
quindi esplicitare il termine DEMOCRAZIA per non indurre in errore
d’interpretazione: il dizionario della lingua italiana la definisce come quella
dottrina che si fonda sul principio della sovranità popolare, sulla garanzia
delle libertà della persona, di parola, pensiero e fede, ecc.

  

Sulla
base di questa definizione, nascono a questo punto spontanee una serie di domande:
siamo ancora in un regime democratico? Si può ancora pensare di esprimere il
proprio pensiero, la propria parola o la propria fede senza il rischio di
essere boicottati o censurati? Sono punti questi sui quali vale la pena
riflettere molto attentamente. Si parla sempre di libertà, ma cos’è la libertà
se ai nostri tempi viene impedito alle persone di esprimersi liberamente.
L’Italia procede sempre più velocemente in rotta di collisione con quello che
viene chiamato dittatura di pensiero, che vede il suo punto di origine in un
episodio increscioso in cui un gruppo insignificante di studenti e professori
impediscono ad una delle più alte cariche religiose ed istituzionali di
esprimere la propria opinione. Ora, costoro che predicano (sulla base di antiche
dottrine) la libertà come unica soluzione per non decadere in un regime
dittatoriale, con che diritto decidono cosa sia giusto o cosa non lo sia per
una comunità universitaria.

Volendo citare anche
l’articolo 8 e 34 della nostra costituzione, essi ci dicono rispettivamente che
“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” e
che “La scuola è aperta a tutti”. Pertanto sulla base di questi due articoli,
in cui si esprimono il diritto alla fede e all’istruzione come due cardini sui
quali si basa la nostra collettività, non si può pensare di sostenere che
l’università debba essere laica e che il sommo pontefice debba tenersi fuori
dagli “affari” universitari. Democrazia non significa questo, democrazia
significa esprimere pensieri differenti ma senza impedire ad altri di esporre i
propri. Democrazia significa confrontarsi in modo da realizzare un discorso
costruttivo, che porti all’evoluzione della società, non adoperarsi in un gioco
distruttivo, i cui l’annientamento del pensiero altrui comporti la propria
supremazia.

Indignazione è il
sentimento che si prova per vedere che il processo di evoluzione sociale si sia
fermato, indignazione è ciò che si prova per esserci dimostrati nuovamente
“barbari” nei confronti della comunità europea e mondiale a causa dello spirito
egoistico di alcuni individui pronti solo ad averla vinta. INDIGNAZIONE. 

* Studente di Ingegneria ambientale per lo sviluppo sostenibile de “
La Sapienza” di Roma, polo
distaccato di Latina.