SUB MORTO IN APNEA A PONZA, ERA L’ULTIMA IMMERSIONE

05/08/2007 di

La vacanza è finita in tragedia, tra le rinomate rocce delle grotte sottomarine dello «Scoglio la botte». Lì , a sette miglia circa da Ponza, nella rotta che porta verso Ventotene si ritrovano i sub appassionati di speleologia. Lo aveva raggiunto in gommone Andrea Livoti, il romano di 36 anni che è morto durante un’immersione. Insieme a lui c’era la sua ragazza, sull’isola per una vacanza con altri familiari della vittima.

 
Un periodo destinato proprio alle immersioni, la grande passione di Livoti, in una zona sottomarina ricca di spaccature, grottini ed insenature e, per i più esperti, di «pareti» che arrivano fino a 80 metri di profondità. L’uomo appena poteva, secondo la ricostruzione fatta agli investigatori dai familiari, andava a immergersi e anche ieri nel primo pomeriggio era partito alla volta della «Botte», dove per chi si trova in barca è frequente vedere anche dei delfini. Ma a lui piaceva andare sott’acqua, scoprire le meraviglie della natura che si possono vedere in quell’area.
 
Si era gettato in apnea, era molto esperto, solo che qualcosa non è andato per il verso giusto. Erano circa le 20 di ieri quando è scattato l’allarme. La compagna della vittima con il cellulare ha chiamato il 1530, il servizio di emergenza della Guardia costiera, e da lì sono partite le operazioni di soccorso. Un’attività resa particolarmente difficile dal peggioramento delle condizioni meteorologiche ma anche dalla mancanza della boa di
segnalazione che i sub devono utilizzare quando svolgono la loro attività.
Le ricerche sono andate avanti per tutta la notte nonostante il forte vento, con
l’ausilio di personale della Capitaneria di porto di Gaeta, sezione di Ponza, dei
carabinieri e dei vigili del fuoco. Intorno a mezzogiorno i sommozzatori arrivati con una motovedetta hanno trovato il corpo a una profondità di circa 36 metri. Era incastrato tra le rocce. Molto probabilmente, secondo le prime indicazioni del medico che ha constatato il decesso, è stato colto da un malore in acqua mentre cercava di «risalire» e non ce l’ha fatta, quindi è annegato. Il cadavere è stato portato a Formia dove domani sarà sottoposto all’ autopsia disposta dalla Procura di Latina che sul caso ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso. «Aveva deciso che sarebbe stata la sua
ultima immersione della giornata – ha detto la ragazza ai carabinieri – era stanco ma è voluto scendere ugualmente e non è più tornato su».