Morphe Arreda

Epatite C, il farmaco per guarire c’è ma costa 80.000 euro

07/02/2015 di
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medicine-pillole-3736525Di Epatite C si può guarire ma il farmaco per debellare la malattia costa in Italia 80mila euro: 2mila euro a compressa. È per questo che alcuni malati, con lo studio legale Defilippi e associati di Parma, hanno chiesto ai giudici di Roma, Parma e Milano un provvedimento urgente perchè il Ministero della Salute e l’azienda produttrice forniscano «immediatamente la cura completa» del farmaco Sofosbuvi, «ponendo le spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale».

Nel ricorso ex articolo 700 del Codice di Procedura civile, con cui si sollecitano i provvedimenti di urgenza, si chiede di “ordinare al Ministero della Salute, in persona del Ministro pro tempore, e in solido all’Azienda Farmaceutica Gilead Sciences, in persona del legale rappresentante pro tempore, l’immediata cessazione della condotta sino a questo momento posta in essere in danno del malato fornendo immediatamente la cura completa del farmaco Sofosbuvir pari a circa quaranta pastiglie, ponendo le spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale”.

Questo perchè il malato “possa nel concreto curarsi con la terapia, sussistendo un grave ed imminente pericolo di morte anche per l’inesistenza di strutture medico ospedaliere adeguatamente indirizzate per la malattia ed essendovi un pericolo nel ritardo delle cure”.

Per gli avvocati Claudio Defilippi e Lorenza Squeri, che hanno avviato una sorta di ‘class action, il provvedimento d’urgenza è “l’unico strumento idoneo a tutelare il fondamentale diritto alla salute di parte ricorrente garantito dall’art. 32 della Costituzione”. “È bene, infatti, rilevare – scrivono nel ricorso – che in Italia l’unico farmaco attualmente esistente per curare il virus dell’epatite C ha un costo talmente alto ed esorbitante, pari a 80.000 euro da non poter essere acquistato dai malati, ciò costituendo una situazione altamente discriminatoria e di sfruttamento inaccettabile, a fronte altresì dell’ammontare radicalmente più basso (700,00 euro) cui ammonta il prezzo dello stesso farmaco in altri Paesi, quali l’India, la Turchia e l’Egitto”. “Tale circostanza – rilevano i legali – non può che estrinsecarsi in un’assoluta impossibilità per il malato di curarsi”.