Website Security Test
Banner Bodema – TOP

Via libera al grande impianto fotovoltaico a Borgo San Michele

Kinexia ha reso noto che la societa’ Energia Rinnovabile Srl – controllata da Volteo Energie S.p.A., subholding di partecipazione nel settore delle fonti rinnovabili del Gruppo Kinexia – ha ottenuto l’autorizzazione unica per la costruzione (ai sensi del D.Lgs 387/03) di un impianto fotovoltaico della potenza di 11,2 MWp, nel Comune di Latina, località Borgo San Michele, su un’area di circa 27 ettari, con una produzione energetica annua a regime di circa 15.570.000 kWh.

“Nell’arco degli ultimi 18 mesi – precisa una nota – il Gruppo ha così ottenuto autorizzazioni uniche alla costruzione di impianti fotovoltaici per un totale di 40 MW nella regione Lazio.Il valore ambientale dell’impianto di recente autorizzazione e’ pari alla mancata emissione in atmosfera di circa 9.265 tonnellate/anno di CO2, equivalenti alla mancata combustione di circa 2.900 tonnellate/anno di petrolio e/o derivati fossili. Pietro Colucci, Presidente e Amministratore Delegato della Societa’ ha commentato: ‘Un grande risultato, questa nuova autorizzazione ci consentira’ di rispettare a pieno non solo il piano di realizzazione di impianti in produzione previsto per il 2011 ma anche una significativa parte di quello 2012′.” .

Comments

comments

  • luigi

    Una buona notizia!
    NO al nucleare!!!!

  • Lampa Dina

    ….Una buona notizia solo a meta’.

    Ben vengano le energie rinnovabili, ma attenzione che esse non diventino un bussines in contrasto con l’ambiente ed il territorio.

    Perche’ anziche’ occupare vaste aree (ben 27 ettari) di terreno fertlie e coltivabile, non si fa’ in modo che vengano occupate le superfici esistenti (terrazze e tetti) dei numerosi edifici?

    Si avrebbero molti piu’ vantaggi senza dover realizzare alcun supporto, l’energia arriverrebe prima e dove serve, non si occuperebbe suolo fertile.

    …..Nessuno si e’ mai chiesto, perche’ invece avviene tutto cio’?

    Perche’ ancora una volta ci sono di mezzo, ingenti quantita’ di soldi pubblici (sotto forma di incentivi) che le grandi aziende e societa’ private hanno gia’ da tempo fiutato.

    Si all’energia solare , ….ma sopra i nostri tetti!

  • Anophele

    Lampa Dina ha le idee chiare !

  • Lampa Dino

    sembra uno scenario paradisiaco. in realtà senza incentivi questi impianti non convengono a nessuno, è solo un’operazione in cui ci guadagna: A) chi si fa approvare il progetto e poi lo vende; B) le banche che erogano i mutui per realizzare questi impianti.
    Ma tra 20-30 anni, non c’è ancora nessuno in grado di dire se questi pannelli saranno ancora in grado di produrre energia elettrica.

  • Lampa Dario

    lampa dina ci illumina nel buio più assoluto dell’informazione mediatica, oscurità costruite ad hoc per tutelare gli interessi speculatori di cricche e lobby.
    é pura follia sottrarre per i prossimi 20 30 anni centinaia di terreni coltivabili per “coltivare” energia elettrica da vendere ai cittadini senza un centesimo di sconto, ecco un modo per far cassa con temi e problemi eco-ambientali aggirando la Legge per favorire i soliti bucanieri.
    Pensate che il comune di Pontinia ha deliberato ed approvato il piano fotovoltaico a terra per una superficie di 220 ettari (max previsto dalle leggi) senza porsi il problema dei vincoli territoriali posti dal PTPR per tutelare il territorio di notevole valore agarrio, senza nemmeno orientare le aziende obbligandole ad installare tali impianti nell’apposita area idustriali ASI di mazzocchio estesa per oltre 400 ettari di cui la metà ancora liberi !!!!!!

    Lampa Dina non ha ragione HA PIENAMENTE RAGIONE !!!!!!

  • al

    Ben detto Dario, tutto ciò è privilegio di lobby anche a mio parere. L’energia nucleare costerebbe molto meno, nessuno la vuole in quanto non ci sono incentivi, si occuperebbero meno superfici, ci sarebbe meno inquinamento da onde elettromagnetiche ed ambientaleambientale. Noi… (cittadini pecoroni) non vogliamo le antenne ripetitrici telefoniche perchè… inqunano con onde elettromagnetiche…, vi rendete conto cosa possa scaricare di elettromagnetismo una superficio di 30 ettari quadrati di superficie??????
    senza poi togliere la superficie fertile e coltivabile in un pretesto di scrsità di terreno di tale qualitò agricola. Bravissima l’amministrazione di Pontinia prima ha fatto la campagna elettorale per la Centrale a Biomasse ora fa opera di convincimento per i pannelli solari,, di chi sono questi terreni:::: che saranno dasti in affitto ad oltre 5000€ annuo ad ettaro??? meditate gente…datevi da fare per ingrassare i soliti.

  • Attila da Terracina

    “Sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, sempre pietre in faccia prenderai”. Sono versi di una nota canzone di 40anni fa. Ma calza a pennello con i discorsi sentiti su questa questione. Decidete una volta per sempre: volete il nucleare o fonte alternative? Io mi sono già espresso, sono per le fonti alternative. Si parla di lobby, interessi privati ecc.ecc. Se è così, avete il coraggio di fare nome e cognomi, altrimenti queste critiche sono fine a se stesse. Purtroppo smascherare queste infantili partigianerie da curva sud, è come lavare la testa all’asino.

  • mauro luppi

    Lo dico da Ingegnere,
    Il FV fa parte delle fonti energetiche OGGI chiamate ALTERNATIVE mentre prima erano denominate RINNOVIBILI E SOSTENIBILI. Nel tempo qualcuno si è accorto che SOSTENIBILE cozzava con le politiche imprenditoriali e speculatorie, così, in una fase successiva la definizione è stata tramutata come detto pocanzi in ALTERNATIVE. A livello mondiale la caratterstica vincente delle F.E.R.e S. è appunto la sostenibilità, cioè, la capacità di produrre un beneficio oggi senza compromettere la salute delle generazioni future. Per raggiungere questo obiettivo tali fonti non potranno MAI essere considerate ALTERNATIVE in quanto per es. una centrale a BIOMASSA ha un rendimento di conversione di energia elettrica del 20%, se il progettista è attento e oculato, mentre una TURBOGAS a ciclo combinato anche del 65%. Questo vuol dire che a parità di potenza prodotta una centrale a biomasse dovrà essere più grande della turbogas. Un pannelo FV ha un rendimento del 17% (sono buono ho voluto considerare i nuovi pannelli USA ancora in studio), mentre il B.O.S. cioé tutto il campo FV 85% del 17%. Questo spiega la ricerca sfrenata di grandi superfici per avere una produzione accettabile di impianto. Il conto energia 2007 prima e 2011 ora sono decisamente sfavorevoli agli impinati a terra, suggerisco di andarsi a leggere la delibera dell’Agenzia delle Entrate 46/E oltre al fatto che la tariffa incentivante per gli impianti a terra è diseconomica. Per trarre profitto da tutto ciò le compagnie che fanno gli impianti, per reaggirare l’ostacolo sono diventate delle ESCO, come l’ENEL per capirci, e con abile tecniche commerciali riscono in qualche modo ad avere fiscalizzazioni del venduto non così drastiche come previsto dalla delibera su citata. Quindi in tutto ciò non c’è nulla a tutela dell’ambiente ma solo speculazione e interesse. Poi per quanto riguarda lo smaltimento del pannello, che non nasce sugli alberi come le mele e le pere, ho qualche dubbio non tanto per il potenziale inquinamento ma per il fatto che da qui a 20 anni come previsto dal Conto Energia (non raccontiamo la favola dei 30 anni STUDIATEVI LE CURVA DI RESA DEI PANNELLI) se verranno installati smodati ettari di FV si verrà a creare il problema dello smaltimento e probabilmente, è un ipotesi, siccome siamo in Italia diverrà rifiuto speciale con costi di smaltimento ben superriori al guadagnio ottenuto con i 5000€/ha anno. Infine io sono stato co-redattore, sotto la guida del Prof. Ing. Alessandro Corsini, del PIANO ENERGETICO PROVINCIALE pubblicato nel Novembre 2008 e ivi consultabile sul sito della Provincia. In tale documento per quanto concerne il FV non c’è traccia di una valutazione di pontenziale a terra. Tale documento è stato redatto da ben sei Ingegneri del gruppo Mo.SEA di Ingegneria della Sapienza sede di Latina, compreso il sottoscritto, supervisionati dal Prof Corsini e colleghi persone di cultura internazionale ed esperte della materia conoscendo nel dettaglio tutte le filiere produttive di ogni singola fonte energetica. Questo documento quindi essendo noi in nessun modo collegati ad aziende che speculano in tal senso dovrebbe essere la guida per ogni investimento energetico in provincia, visto che grazie ad esso il Sindaco di Pontinia si è potuto difendere dalla minaccia di una centrale a Biomassa SOVRADIMENSIONATA SEMPRE IN OTTICA SPECULATORIA COME QUESTI IMPINATI FV A TERRA.

    Cordialmente Ing. Mauro Luppi

  • Katia

    Personalmente se ci sono o non ci sono le speculazioni non me ne può fregar di meno. E’ tutto da dimostrare. L’ing. Mauro Luppi, si è dimendicato di citare questo “Il valore ambientale dell’impianto di recente autorizzazione e’ pari alla mancata emissione in atmosfera di circa 9.265 tonnellate/anno di CO2, equivalenti alla mancata combustione di circa 2.900 tonnellate/anno di petrolio e/o derivati fossili.” Che sicuramente, come lei ben sa, contribuiranno alla diminuzione della temperatura terrestre. Vorrei chiedere all’ingegnere se meglio avere degli scarti di pannelli solari o di scorie nucleari. Inoltre vorrei smentire una parte della sua tesi. Sono circa 20 anni che ho installato dei pannelli solari sul tetto, non mi hanno dato mai nessun problema.

  • Attila da Terracina

    Rispetto lo studio dell’ing. Luppi, ma io ho una mia tesi.
    I vantaggi dei pannelli fotovoltaici. Dal punto di vista sociale. Gli impianti fotovoltaici riducono la domanda di energia da altre fonti tradizionali contribuendo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico (emissioni di anidride carbonica generate altrimenti dalle centrali termoelettriche). L’emissione di anidride carbonica “evitata” ogni anno è facilmente calcolabile. E’ sufficiente moltiplicare il valore di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico per il fattore del mix elettrico italiano (0,531 Kg Ci2/kWhel).

    Es. 1000 kWhel/kWp x 0,531 Kg = 531 Kg Co2

    Moltiplicando poi l’anidride carbonica “evitata” ogni anno per l’intera vita dell’impianto fotovoltaico, ovvero per 30 anni, si ottiene il vantaggio sociale complessivo. Nel precedente esempio, l’impianto fotovoltaico durante la sua vita “evita” la produzione di 15.930 Kg di CO2 e facilita il rispetto del Protocollo di Kyoto.

    L’impatto sul paesaggio. La modularità dei pannelli solari consente di integrare i moduli sulle superfici esistenti delle abitazioni, normalmente sui tetti. L’impatto ambientale e paesaggistico è pertanto nullo.

    Il pannello fotovoltaico è composto da silicio (chiamiamolo impropriamente sabbia per rendere meglio l’idea) e lo smaltimento avviene come per le schede dei computer o dei circuiti stampati. Non è materiale tossico, non è materiale contro natura (come invece è l’eternit).

  • mauro luppi

    Attila la tua analisi è corretta. Infatti non ho mai detto che il FV non porta beneficio collettivo. Ho detto che l’impianto a terra è ben lontano dal concetto di SOSTENIBILITA’ ed è del tutto speculatorio. Viva il FV sui tetti e sui capannoni con un edilizia intelligente. Se i campi agricoli non sono più un business per gli agricoltori non é il campo fotovoltaico la svolta, io personalmente e modestamente suggeririrei delle energy crops, cioé colture energetiche finalizzate alla produzione di energia come il biogas e biomasse. Così non si perderebbe la vocazione agricola del territorio e gli stessi agricoltori avrebbero dei profitti con oneri ben inferiori alle colture alimentari.
    Poi Katia non ho mai detto che un impianto FV da problemi, anche se generalmente gli inverter hanno una vita utile di circa 13 anni, ma ho detto che il pannello FV ha una produzione di energia accettabile nei 20 anni e i successivi 10 è mediocre. Secondo te perché il Conto Energia dura 20 anni?? Ma poi ripeto si vadano a studiare le curve di resa dei pannelli FV, ma non quelle delle case costruttrici che sono ovviamente pompate. Poi io non ho mai parlato di nucleare e non intendo farlo, troppo ci sarebbe da dire in merito. Quindi torno a dire che l’impianto a terra di grandi dimensioni non é diverso da una turbogas.
    Infine Attila dice ” La modularità dei pannelli solari consente di integrare i moduli sulle superfici esistenti delle abitazioni, normalmente sui tetti. L’impatto ambientale e paesaggistico è pertanto nullo.”
    Mai cosa fu più vera cioé TETTI non suprfici strappate all’agricoltura.

    Di nuovo Mauro Luppi

  • Attila da Terracina

    X l’ing. Luppi
    Siamo d’accordo dell’installazione sui tetti. Non fa una piega. Per le campagna, lei sa più di me che i pannelli si possono montare anche sui pali dando così la possibilità all’agricoltore di continuare il suo lavoro. E poi, quanto incassa l’agricoltore per ospitare i pannelli? Talmente tanto che non gli conviene più dedicarsi anima e corpo a coltivare tale terreno. Faccio un esempio con le antenne della telefonia mobile che come occupazione è molto minore, ricevono ogni anno, al netto delle tasse, dagli 8mila ai 12mila euro l’anno.

  • ALESSANDRO

    Di fronte al dilemma nucleare o fotovoltaico vorrei semplicemente far notare che la cosa più importante è come sempre la salute.
    E questo esclude qualunque possibilità per il nucleare, aldilà di ogni ragionamento economico che pure sarebbe improponibile volendo valutare tutto serenamente.
    Scorie: nessuno puà avere il diritto di ipotecare il futuro di migliaia di generazioni a venire, e questo riesclude ancora il nucleare. Tanto per fare un calcolo, i tempi di azzeramento della radioattività sono pari a 100 volte il tempo trascorso dalla nascita di Cristo ad oggi, quante cose sono successe?
    Vi pare che qualcuno di noi possa arrogarsi il diritto di smerdare il mondo per sempre? Cercate su FB la R.N.A., c’è tutto.

  • Lampa Dario

    il sindaco di Pontinia sta “combattendo” contro la turbogas ed inceneritore di biomasse grazie alla Rete Cittadina noturbogas che riuscì a fargli cambiare idea con dati scientifici inoppugnabili, se fosse per i “politici” si sarebbero già realizzate ed inaugurate, OGGI si presenta lo stesso problema con in pannelli FV a terra cosi come sapientemente esposto dall’ing M. LUPPI.
    Possibile che i cittadini ne sappiano più delle Amministrazioni Pubbliche in merito a ricerche scientifiche e dati tecnici sull’incompatibilità di alcuni progetti deleteri per la salute ed antieconomici per la comunità?
    Possibile che il Sindaco di Pontinia non abbia “imparato” dalla precedente “stangata” TURBOGAS + BIOMASSE e continui a NON realizzare ed approvare un piano energetico comunale per contrastare l’ASSALTO delle multinazionali ed aziende locali con progetti assurdi ed iperdimensionati? forse a nessuno importerà ma a me si che vivo ai confini del comune di Pontinia si !!!! pare sia diventato il comune con la più alta concentrazione di progetti per la produzione d’energia elettrica d’EUROPA, ci sono in lista 14 impianti FV + termocombustori d’ogni tipo, mi domando ma i cittadini di Pontinia che fanno dormono sonni tranquilli? Voglio proprio vedere se alle prossime elezioni comunali di marzo 2011 rivoteranno lo stesso Sindaco ormai in carica dai tempi di Matusalemme!

  • Anophele

    una domanda al Sig. M. Luppi: se il Piano Energetico Regionale ha stabilito (secondo stime ed analisi) che nella Regione Lazio si produce più energia elettrica di quanta se ne consumi, e quindi quella in eccesso viene immessa nella rete nazionale a favore di quelle regioni in deficit perchè la stessa Amministrazione Regionale prima di sinistra ora di destra rilascia pareri favorevoli alla realizzazione di nuovi impianti di produzione elettrica rinnovabile ed alternativa? Contraddizione? Ignoranza? Oppure business per poche cricche protette dagli stessi partiti e lobby che s’avvicendano al governo della regione?

  • Mauro Luppi

    X Anophele. Ti rimando come già esposto al mio primo post al Piano Energetico Provinciale. Vi dico questo perché é un documento utile prolisso e dettagliato nel quale é stata fatta una fotografia energetica della Provincia senza alcun secondo fine. E’ un documento redatto da sei ingegneri della sede di Ingegneria della Sapienza sede di Latina sotto la guida del Professor Alessandro Corsini docente di Macchine e Sistemi Energetici. Questi sei ingegneri, tra cui il sottoscritto, hanno studiato a Latina e quindi sono figli di questo territorio. Non mi fiderei troppo del piano Energetico Regionale visto che la Regione stessa nella pratica di VIA per la Turbogas di Pontinia ha scambiato La Cotarda e Quartaccio per Comuni, cioè due migliare. Lo abbiamo analizzato al meglio credo e di potenziali energetici non invasivi ne abbiamo individuati diversi tra cui il biogas che con un opportuna filera potrebbe risolvere in parte il problema delle deiezioni animali che creano spesso grossi problemi agli allevatori. Soprattutto per deontologia professionale gli impianti FV a terra non li abbiamo nemmeno presi in considerazione.
    Pretendete la fruizione di questo documento dagli amministratori locali di ogni singolo comune, perché ai tempi ogni comune ne é stato fornito. Leggetelo criticatelo e apprezzatelo.

    Cordialmente Mauro Luppi

  • al

    Vedo che nessuno ha parlato dell’inquinamento elettromagnetico di questi pannelli, forse non sono dannosi???
    Sembra la storiella del petrolio nel mediterraneo, viene estratto in Italia e distillato, ma…. il costo non scende anche su questo prodotto vengono caricati i costi di trasporto.
    Il sindaco di Pontinia è stato ELETTO con il programma della centrale a mazzocchio.

  • cittadino di Pontinia

    chiunque salga al governo locale o nazionale strumentalizza a proprio favore qualunque novità tecnologica per fare business anche in campo eco-ambientale, esempio lampante dell’ottusità di chi ci amministra fu se ricordo bene il progetto che nel 2004 presentò la società SEAS produttrice di BIOGAS, soluzione agevolata da una parte dell’amministrazione locale dell’epoca di centrodestra per riconvertire l’ex sito industriale Miralanza a Mesa di Pontinia, del progetto non si seppe più nulla fino a quando la stessa amministrazione approvò al suo posto la realizzazione di un centro commerciale, che guarda caso oggi l’attuale amministrazione di centrosinistra di Pontina sta avallando e portando avanti senza dubbi sulla compatibilità ambientale. Come dice esattamente l’Ing. M. Luppi in merito al BIOGAS nel caso la SEAS avrebbe risolto ecologicamente tutti i problemi degli allevatori del territorio smaltendo i reflui zootecnici nel contempo produrre senza bruciare nulla GAS pulito al 100% !!!!
    Invece questi “fenomeni” d’amministratori hanno preferito al suo posto un centro commerciale in piena zona rurale tutelata e vincolata dalla Regione Lazio definendola con una Legge apposita area di elevato valore agrario!!!! L’incredibile è che la stessa Regione probabilmente avallerà su 11 ettari il centro commerciale, progetto colossale incompatibile con il contesto perchè in contrasto con la produzione agricola causa l’elevata concentrazioni di smog prodotta da circa 10mila autovetture previste dal progetto comprese le opere infrastrutturali devastanti per accoglierle!!! Incoerenti ? Folli ? Ignoranti? ditemi voi !
    Stesso problema sono i pannelli fotovoltaici a terra nella medesima zona agricola di rilevante valore; si direbbe la domanda nasce spontanea: considerata la crisi economica e dell’agricoltura in particolare, non sarebbe stato più facile agevolare gli agricoltori ad installare i pannelli solari sopra i tetti delle stalle ecc… per fornire energia elettrica gratis alle loro aziende?
    Purtroppo se non si hanno gli strumenti culturali idonei per saper adoperare la tecnologia anche la più avanzata si rischia il disastro.

  • Anophele

    x l’Ing LUPPI,
    non conosco nello specifico la procedura di VIA della turbogas e relativi errori come da Lei sottolineato, se le amministrazioni locali non adottano gli strumenti come il P.E.Provinciale non lo si può addebitare ai cittadini, dicendogli “andate a leggerlo” sono documenti tecnici spesso ostici per chi non è del settore, ecco perchè in democrazia si vota, per trasferire ad altri cittadini (si presume più colti ed intelligenti) la responsabilità di “capire e gestire” la società, la cultura, l’economia il territorio la vita di tutti noi insomma, quindi condivido le sue analisi tecniche, però mi pemetta ingegnere sarebbe oppurtuno che Voi tecnici professionisti vi adoperaste nel trasferire le vostre analisi e considerazioni affinchè si possa ERUDIRE la classe dirigente di questo territorio che dimostra ignoranza in materia di produzione energetica da fonti alternative e rinnovabili spesso confondendole.
    Grazie per le risposte.

  • davide

    Riguardo la SEAS, perchè non hanno ripresentato il progetto in altra area? Non è che se non glielo hanno fatto fare alla Mira Lanza non glielo facevano fare da nessun’ altra parte….
    Perchè una volta caduta l’ amministrazione di centrodestra non l’hanno ripresentato…
    Per quanto riguarda i piani energetici e cose varie mi fanno solo ridere….
    Mi si dice che nel Lazio la produzione di energia elettrica è superiore alla richiesta… Peccato che è in mano ad una sola società ENEL, che la realizza a Civitavecchia col carbone….
    Mai sentito parlare di borsa elettrica? Per avere concorrenza e non lasciare che i prezzi all’ingrosso li faccia l’ENEL (che ha il 40% del mercato nel centro sud) c’è bisogno la nascita di nuove centrali di operatori alternativi. C’è bisogno che nessun operatore sia indispensabile per coprire il fabbisogno elettrico….
    Per questo ben vengano le nuove centrali turbogas di Sorgenia ad Aprilia e di Acea a Mazzocchio….. E’ inevitabile che le centrali più costose, inefficienti ed inquinanti restino spente a favore delle più moderne, come ad esempio i cicli combinati…

    Per cui Tombolillo si decidesse a dare il via libera agli impianti turbogas di Mazzocchio ed a ritirare i ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato. Perchè alla fine, come ad Aprilia, la centrale la faranno, ma senza aver potuto barattare niente in cambio….

    Che bell’accatto…. anzi le società chiederanno i danni per le perdite di tempo al Comune di Pontina…. ed allora si, altro che dissesto!!!

    Per gli impianti fotovoltaici vi annuncio che il PTPR impedisce di installarli su suolo agricolo… anche su suoli di alto valore agrario (colorati di giallo scuro sulle cartine) è possibile metterli….
    Solo sui suoli di altissimo valore agrario (quelli con lotto minimo di 50 ettari) non dovrebbe essere possibile (ma devo cmq controllare). Questi suoli sono quasi inesistenti in agro pontino….

    Inoltre le grosse società multinazionali che investono nei campi a terra servono a creare domanda, ed a far abbassare i prezzi….
    Altrimenti il piccolo con che caxxo se lo fà l’impianto sul tetto?? Con 20 mila euro per 3 Kw di picco?

    A proposito di Pontinia che fine ha fatto il progetto di 30 MW di solare termodinamico che doveva costruire la Confindustria Lazio e la regione??

    http://www.latina24ore.it/latina/3302/solare-termodinamico-latina-sede-della-nuova-centrale

    http://www.rinnovabili.it/lazio-con-35-mw-risponde-allappello-mondiale-del-solare-termodinamico-401998

    DAVIDE

  • davide

    Mi correggo…

    Il PTPR NON impedisce di mettere il fotovoltaico su suoli agricoli

  • cittadino di Pontinia

    X Davide, l’Amm. Comunale di Pontinia avvalendosi del PTPR ha fermato temporaneamente il progetto dell’impianto di biomasse ed olii vegetali, se a supporto di questo strumento legislativo di pianificazione territoriale aggiungessero progetti politici ed economici per il rilancio e sviluppo dell’agricoltura e zootecnia in riferimento alle disposizione legislative Europee, dello Stato Italiano e Regione Lazio in merito ai prodotti di qualità e certificati, tali impianti verrebbero ridotti per dimensioni o vietati del tutto, ed in oltre dotandosi del Piano Energetico Comunale scaturito da quello Regionale e Provinciale come evidenziato dall’Ing. Luppi, si controllerebbe l’assalto speculatorio al territorio massacradondolo con impianti industriali inquinanti e soprdimensionati.
    A conferma di quanto sostiene Anophele cioè l’ignoranza di chi amministra dilaga, leggete sul nuovo Statuto Comunale di Pontinia approvato pochi mesi fa, l’art. 7bis smentisce o si contrappone all’art. 7 in materia di impianti per la produzione di energia elettrica alternativa e rinnovabile.

  • cittadino

    X Davide, l’Amm. Comunale di Pontinia avvalendosi del PTPR ha fermato temporaneamente il progetto dell’impianto di biomasse ed olii vegetali, se a supporto di questo strumento legislativo di pianificazione territoriale aggiungessero progetti politici ed economici per il rilancio e sviluppo dell’agricoltura e zootecnia in riferimento alle disposizione legislative Europee, dello Stato Italiano e Regione Lazio in merito ai prodotti di qualità e certificati, tali impianti verrebbero ridotti per dimensioni o vietati del tutto, ed in oltre dotandosi del Piano Energetico Comunale scaturito da quello Regionale e Provinciale come evidenziato dall’Ing. Luppi, si controllerebbe l’assalto speculatorio al territorio massacrandolo con impianti industriali inquinanti e sopradimensionati.
    A conferma di quanto sostiene Anophele cioè l’ignoranza di chi amministra dilaga, leggete sul nuovo Statuto Comunale di Pontinia approvato pochi mesi fa, l’art. 7bis smentisce o si contrappone all’art. 7 in materia di impianti per la produzione di energia elettrica alternativa e rinnovabile.

  • davide

    X Cittadino

    L’impianto a biomasse della Green Power è previsto nell’ area industriale di Mazzocchio, dove il PTPR non prescrive alcun vincolo (le aree sono colorate in bianco).
    Piuttosto attenti ai risarcimenti che queste società chiederanno…

  • Cittadino

    x Davide
    Quali sono le tue fonti d’informazione sulla GreenPower?

    mi riferivo al nuovo progetto di termocombustore di olii vegetali da realizzare sulla migliara 50 o giù di lì, dove il PTPR pone quel tipo di vincoli.
    Per i risarcimenti? se ci saranno verranno ripartiti sui cittadini come per tutti gli errori commessi dagli amministratori, purtroppo questa è l’italia! Il politico non paga mai di tasca propria quindi si sente libero da ogni responsabilità oggettiva.
    Comunque rispetto al PTPR e l’area ASI di Mazzocchio ci sarebbero da aggiungere molteplici argomenti, li evito perchè diventerei noioso, ma sarebbero illuminanti per capire la problematica, ti dico solo che l’area ASI non è un isola a se stante ed autonoma ma interconnessa in tutto e per tutto con il territorio esterno, anche dei Comuni limitrofi.

  • davide

    Se vuoi dilungati pure sull’ area ASI, io non conosco tutte queste problematiche

  • Cittadino

    sei di Pontinia …sei un imprenditore di fotovoltaico o termoinceneritori?

  • fotovoltaico

    Installare un impianto fotovoltaico comporta molti vantaggi.

MandarinoAdv Post.