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Omicidio di Terracina, condanne ridotte in appello

Lieve riduzione in appello della condanna inflitta ad Hawari Saadoui e Mahdi Souhi, i due giovani tunisini sotto processo perché accusati dell’omicidio di Gino Toni Bellomo, un italo-brasiliano 32enne morto a Terracina nel dicembre 2016 massacrato di botte nel corso di una lite scoppiata nel centro cittadino.

La prima Corte d’assise d’appello ha condannato a dieci anni di reclusione Sohui e ad otto anni Saadoui. In primo grado, i due tunisini, entrambi 25enni, erano stati condannati a 14 anni e otto mesi di reclusione ciascuno. La riduzione in appello della condanna è motivata con l’esclusione della contestata aggravante dei futili motivi e dalla concessione delle attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante della minorata difesa; per il solo Saadoui, anche per la concessione dell’attenuante della minima partecipazione al fatto.

Era il 26 dicembre 2016 quando, nel corso di una lite in Piazza Garibaldi, a Terracina, ci fu l’omicidio di Bellomo. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’italo-brasiliano litigò con Saadoui dentro il bar Artis Cafè; avrebbe insistito per farsi offrire una birra e i due si sarebbero azzuffati. Una volta fuori dal locale, Bellomo sarebbe stato stordito con uno spray urticante, poi colpito in testa con una bottiglia e infine massacrato a calci. I carabinieri acquisirono le immagini delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza presenti sul posto, e. in sole 36 ore, arrivarono a identificare come autori dell’omicidio (e della rissa) i due giovani tunisini imputati e poi condannati dal gup di Latina a conclusione del processo col rito abbreviato. Adesso, per Hawari Saadoui e Mahdi Souhi è arrivata anche la condanna in appello.

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