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L’italianità di Pirelli: Cda e statuto rinnovati in vista dell’IPO

Manca poco più di un mese al rientro in Borsa di Pirelli, che sembra ormai pronta a lanciare la sua IPO alla Borsa di Milano di Piazza Affari, grazie al piano messo in atto per risollevare il suo profilo finanziario, riducendo e dilazionando il suo debito e rifinanziando il suo capitale, per garantire maggiori garanzie ai futuri investitori.

Oltre a questo, il Gruppo milanese ha provveduto a riorganizzare i suoi organi interni, con un nuovo statuto e un nuovo Cda, che accompagneranno e guideranno l’azienda nel suo ritorno sul mercato azionario, dove si presenterà come pure consumer tyre company, avendo rinunciato al comparto industrial, che ha preso la via della Cina confluendo in Aeolus.

Cda Pirelli, tra conferme e novità. La società milanese leader nel settore dei pneumatici sarà quindi riportata in Borsa da un Consiglio rinnovato formato da 14 membri, che resterà in carica fino al 2020, a cui va aggiunto un posto riservato per un amministratore indipendente, che verrà nominato nell’assemblea per l’approvazione del bilancio 2017.

Di questi 15 consiglieri, 8 sono stati presentati da ChemChina e Silk Road, i partner cinesi che controllano la maggioranza del Gruppo: il Presidente di Pirelli Ren Jianxin, i consiglieri Yang Xingqiang, già Presidente di ChemChina, Bai Xinping, Zèev Goldberg e 4 indipendenti, Tao Haisu, Fan Xiaohua, Wei Yintao e Marisa Pappalardo.

Altri 4, di cui uno indipendente, sono stati presentati dalla minoranza italiana che fa capo a Camfin e a Marco Tronchetti Provera, già AD di Pirelli e vice Presidente di Medio Banca, ossia lo stesso Tronchetti Provera, confermato AD e Vice Presidente Esecutivo fino al 2020, suo figlio Giovanni, lo storico manager del Gruppo Giorgio Bruno e l’indipendente Laura Cioli. Escono invece dal Consiglio il figlio di Leopoldo Pirelli Alberto, e gli investitori storici del Gruppo della Bicocca Acutis e Rovati.

I restanti 2 componenti, ossia gli indipendenti Domenico del Sole e Cristina Scrocchia, sono stati designati dai soci italiani e stranieri insieme.

Italiana per statuto. Oltre al nuovo Cda, di cui 8 membri su 15 risultano indipendenti, Pirelli ha da poco depositato il Nuovo Statuto, che tutela l’italianità dell’azienda del Pirellone. In esso infatti si afferma che la società Pirelli ha «sede legale, operativa e amministrativa in Milano» e che per cambiarla o trasferirla è necessario aver il consenso dell’assemblea, con il voto a favore di un numero di soci che rappresenti almeno il 90% del capitale sociale societario.

Il voto di maggioranza del 90% è previsto anche per qualsiasi atto di disposizione o trasferimento del know how proprio di Pirelli, inteso in senso molto ampio e ben spiegato nello statuto, e per la concessione delle sue licenze, brevetti, modelli, software, documenti e di tutto quello che è stato creato e realizzato in oltre un secolo di impegno industriale e imprenditoriale dall’azienda milanese e che porta il suo caratteristico marchio.

Questa esplicita disposizione inserita nello Statuto societario rappresenta un’importante garanzia per le sorti del Gruppo, anche perché anche per modificare lo Statuto al riguardo sarà necessario avere un quorum di oltre il 90% in assemblea.

L’aumento di capitale e queste nuove disposizioni statutarie predisposte da Pirelli, rientrano in quelle manovre e strategie che in economia sono dette “poison pills“, ossia pillole avvelenate, messe in campo dalle grandi società per frenare le pretese di soggetti esterni o compagini interne, ed evitare possibili scalate al potere, che potrebbero mettere in crisi la dirigenza dell’azienda, il suo business e il suo brand di fama mondiale.

Tutti pronti per il roadshow. Manca pochissimo all’inizio del roadshow, curato dagli analisti del consorzio di banche internazionali che ha anche fornito il finanziamento iniziale a Pirelli, la prima tappa dell’operazione che ha portato al miglioramento del suo profilo finanziario, all’aumento del capitale e alla riduzione del debito, necessari per il lancio dell’IPO entro la fine dell’ultimo trimestre, come promesso dalla dirigenza Pirelli.

Nel ruolo di Global Coordinator, gli esperti dei gruppi bancari JP Morgan, Banca Imi del Gruppo Intesa e Morgan Stanley, guideranno le sedute di presentazione dell’azienda di fronte ai maggiori azionisti istituzionali internazionali: quest’ultima fase del processo di quotazione dovrebbe concludersi entro fine Settembre, con la presentazione della forchetta di prezzo stabilita per le azioni Pirelli, e il lancio definitivo dell’IPO ad inizi Ottobre.

Nonostante le molte indiscrezioni, non si hanno ancora informazioni precise sui valori e sui tempi previsti, perché la dirigenza del Gruppo non si è ancora sbilanciata in questo senso. È noto tuttavia che, per favorire le operazioni di quotazione e il lancio dell’IPO, i due azionisti cinesi che oggi controllano il 65% del capitale sociale, hanno dato la disponibilità a spingersi sotto la soglia del controllo di diritto, scendendo fino al 49%, per assicurare un flottante che dovrebbe aggirarsi tra il 30 e il 40% e garantire un maggior numero di quote disponibili per il mercato.

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