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“Mia sorella Emanuela”, al Villaggio della Legalità il libro sul caso Orlandi

Si terrà sabato 10 marzo a partire dalle 10.30 presso il Villaggio della
Legalità di Libera a Borgo Sabotino, la presentazione del libro-
denuncia “Mia sorella Emanuela” (edizioni Anordest), scritto da Pietro
Orlandi e dal giornalista del Corriere della sera Fabrizio Peronaci. Una
storia che ha segnato il Paese quella di Emanuela Orlandi che questa volta
verrà raccontata con degli importanti inediti all’interno di un bene
confiscato restituito alla collettività.

L’ incontro realizzato in
collaborazione con il coordinamento provinciale di Libera Latina, il Liceo
Scientifico Ettore Majorana di Latina e l’associazione I Cittadini sarà
introdotto dal coordinatore di Libera Latina Antimo Lello Turri per poi
passare la parola al direttore di Extra Tv, il giornalista Paolo Sarandrea
moderatore della presentazione. Quindi si entrerà nel vivo della
mattinata.

“Da anni ho chiesto al Vaticano di collaborare per conoscere la
verità sulla scomparsa di mia sorella, rompendo il muro di omissioni e
depistaggi alzato fin dall’inizio su questa nostra tragedia familiare, che
purtroppo è diventata anche una vergognosa pagina di storia italiana. Dallo
scorso ottobre ho promosso una petizione al pontefice, che finora ha
raccolto quasi 70 mila firme. E adesso, grazie al sostegno dei tanti che
hanno aderito, a cominciare da don Luigi Ciotti, sento che la verità si
avvicina”. Sono queste le parole di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela,
la ragazzina scomparsa a Roma nel 1983 e mai più ritrovata, una
testimonianza molto forte che si concretizza nel libro scritto insieme a
Peronace che punta non solo a raccontare la storia degli anni in cui
Emanuela fu rapita, ma rilancia un’altra pista rispetto ad un caso che non
può essere chiuso e per cui si chiede ancora verità e giustizia.

Oltre ai documenti sugli scandali finanziari denunciati da monsignor Viganò,
infatti, qualche settimana fa dalla Santa Sede qualcuno ha fatto trapelare
all’esterno una “nota riservata” scritta dal portavoce vaticano padre
Federico Lombardi (quasi certamente indirizzata a papa Ratzinger),
contenente valutazioni e dubbi sulla gestione del caso-Orlandi.

“Per la prima volta siamo di fronte a un atteggiamento almeno in parte autocritico,
o comunque di grande attenzione, da parte delle massime autorità –
aggiunge Orlandi – e questo mi fa ben sperare. L’auspicio è che chi sa
qualcosa nelle alte sfere ecclesiastiche su quel che accadde quasi 29 anni
fa finalmente parli. Ritengo sia un dovere morale e anche un modo per
riavvicinare alla fede i tanti credenti sconcertati per il silenzio e le
omissioni sul sequestro di mia sorella”.Nel libro “Mia sorella Emanuela”
si punta in particolare sulla pista di Bolzano, secondo la quale la ragazza
fu portata in Alto Adige un mese dopo il sequestro e da lì in Germania,
sulle zone d’ombra nel comportamento dei servizi segreti italiani (il Sisde
entrò nella partita lasciando in alcune chiese romane alcuni macabri
messaggi a firma “Phoenix”) e sulle dichiarazioni di Alì Agca, che ha
incontrato Pietro Orlandi nel 2010”.

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