Sparagna porta i canti popolari in Piazza San Pietro

19/12/2011, di .

Per il Vaticano una «meditazione in musica» verso il Natale. Per la musica popolare una grande affermazione culturale. Per il maestro pontino Ambrogio Sparagna «il coronamento di una vita»: i canti natalizi delle regioni italiane e del mondo nella piazza più importante della cristianità, un coro di cento adulti e bambini, con zampogne, ghironde e ciaramelle, sotto le finestre del Papa a cantare e «raccontare in maniera semplice un evento straordinario, la nascità di Gesù».

L’inaugurazione del presepe di piazza San Pietro, il 24 dicembre, si veste quest’anno di tutti questi significati, grazie alla offerta della Orchestra popolare dell’Auditorium Parco della Musica di Roma che eseguirà canti della tradizione natalizia internazionale, e in omaggio a Benedetto XVI concluderà con un canto
bavarese. I canti saranno introdotti dal poeta Davide Rondoni.

Il tutto sotto la guida di Sparagna, l’etnomusicologo discepolo di Diego Carpitella che da decenni recupera canti della tradizione popolare italiana, ispirandosi per quelli sacri a sant’Alfonso Maria de Liguori, dottore della chiesa dalla cui intuizione sono nate le canzoncine spirituali e anche la celeberrima «Tu scendi dalle stelle».

«Andremo in piazza San Pietro – spiega Sparagna – con sapienza, semplicità, adesione al mistero della Nativita» e «sarà come se ci fossero tutti gli zampognari della mia vita, tutti i semplici, le persone del popolo, con la loro fede e il loro modo di raccontare Gesù».

Verranno eseguiti anche canti internazionali, tra cui una ninna nanna somala, ma il cuore della rappresentazione sarà dalla tradizione delle regioni italiane, che dà all’evento, trasmesso anche testate televisive internazionali, il titolo di
«Chiarastella». Al termine dell’evento musicale, durante il quale verrà scoperto il presepe, ci sarà una preghiera guidata dal cardinale Angelo Comastri e infine, come ogni anno, il Papa si affaccerà alla finestra del suo studio per accendere il lume di Natale.

Cinquantaquattro anni, figlio di musicisti tradizionali di Maranola (Latina), Sparagna, ha iniziato il recupero della musica popolare a partire da quella degli zampognari, che «evocano il suono della Natività», e dallo studio delle pastorali per
organo, in cui alcuni passi sono trascrizioni di brani per zampogna. «Sant’Alfonso - ricorda – intercetta il mondo degli zampognari che raccontano l’adorazione dei pastori, e veste lo stupore della Natività con le musiche del popolo, , e dopo 10 giorni dalla nascita nella Napoli del Settecento già tutti cantavano “Tu scendi dalle stelle”; le sue canzoncine spirituali narrano una dimensione domestica e familiare, di preghiera e di attesa, che vogliamo ricreare in piazza San Pietro».

Il compito è affidato alla l’Orchestra popolare, da lui fondata nel 2007, un grande gruppo strumentale di giovani musicisti da tutte le regioni italiane, che promuove il repertorio della musica popolare italiana, con concerti e dischi. Come ogni anno eseguirà alcuni brani la banda della Gendarmeria vaticana.

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