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Libia, il comando delle operazioni è a Gaeta

«Siamo preoccupati ma non è la prima volta che Capodichino diventa obiettivo sensibile durante una guerra». A dirlo sono gli abitanti dell’area intorno alla base Us Navy di Capodichino, a Napoli, che da due giorni sono in apprensione per le operazioni in Libia: timori verosimilmente infondati visto che il comando delle operazioni si trova a bordo della nave ammiraglia USS Mount Whitney, di stanza a Gaeta.

L’atmosfera, comunque, è piuttosto tranquilla. A colpire l’immaginario degli oltre tremila residenti della zona sono soprattutto le ultime minacce scagliate da Gheddafi all’Italia. Parole che fanno rivivere negli abitanti di Capodichino le paure della prima guerra del Golfo, quando tutto il quartiere a ridosso della base Us Navy fu interamente blindato.

«Qui siamo preoccupati – spiega Anna, che ha un figlio di sedici anni – ma non perché temiamo i bombardamenti, ma per eventuali squilibrati terroristi». In zona, a pochi passi dalla base, ci sono due scuole, l’ elementare e media Antonio Ammaturo, e la materna Maria Pezzè Pasolato. «Siamo impensieriti per i nostri figli – dice Maria – qui ci sono due scuole e per quanto tutto sia tranquillo al momento il pensiero che siamo proprio dietro la base nessuno ce lo può togliere. Ma la vita continua».  Tutta l’area, come sempre, è comunque sotto il presidio dell’Esercito e dei
carabinieri. «Ogni tanto passa una volante – aggiunge Gaetano Vastarelli, che ha anche un figlio nell’Aeronautica e un piccolo forno a pochi passi dal muro di cinta della base Us Navy – ma siamo tranquilli… prima che arrivino qui le bombe, Gheddafi lo avranno già eliminato».  «I genitori dei nostri bambini ci sembrano piuttosto sereni – dice la direttrice della scuola materna Pascolato, Teresa Bocchetti – abbiamo 90 bambini e sono regolarmente a scuola».

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